[03/06/2008] Comunicati

Bonn, un summit interlocutorio sulla strada di Copenaghen?

LIVORNO. E’ iniziato ieri a Bonn, in Germania, il nuovo ciclo di discussioni sul clima (“Un Climate Change Talks - Bonn, 2008”) dell’United Nations framework convention on climate change (Unfccc) che riunisce 2004 partecipanti di 172 Paesi e delle agenzie internazionali interessate al cambiamento climatico, un summit che durerà fino al 13 giugno e che rappresenta la nuova tappa di avvicinamento a Copenaghen, dove si dovrebbe approvare l’accordo per il post Protocollo di Kyoto che termina nel 2012.

I delegati chiederanno soprattutto l’aiuto ai Paesi in via di sviluppo perché possano adattarsi ai cambiamenti climatici attesi, il trasferimento delle nuove tecnologie per il controllo delle emissioni di gas serra nel loro processo di sviluppo economico, e la raccolta e lo stanziamento delle migliaia di milioni di dollari che saranno necessari nei prossimi decenni per lottare davvero contro il global warming.

Per Yvo de Boer, segretario esecutivo dell’Unfccc «le cose serie sono appena cominciate». Ma il clima del summit non è certo entusiastico: secondo Ian Fry, rappresentante delle isole Tuvalu, un piccolissimo Stato insulare dell’Oceania, «è poco probabile che quest’anno facciamo dei grossi progressi perché abbiamo bisogno di segnali forti dagli Stati Uniti e non ne avremo prima delle elezioni».

Anche il capo delegazione dell’Unione europea Andrej Kranjc ha detto: «Non ci attendiamo dei miracoli dalla riunione . La strada è ancora lunga. Non bisogna bruciare le tappe. Le cose non sono bloccate». Eppure a Bonn si deve discutere degli impegni futuri delle Parti del Protocollo di Kyoto e del ruolo che dovranno giocare dal 2012 i Paesi industrializzati nella riduzione delle emissioni di gas serra e Harald Dovland, Capo del gruppo di lavoro ad hoc “Further Commitments for Annex I Parties del under the Kyoto Protocol” «E’ essenziale che questo ruolo venga definito ancora attraverso concreti targets condivisi per la decisione finale. Molto del nostro lavoro tecnico può servire a dare ancora una mano».

Il summit di Bonn ospiterà anche la ventottesima sessione del “Subsidiary Body for Scientific and Technological Advice” e la “Subsidiary Body for Implementation”. Questi gruppi portano avanti il lavoro sui temi della tecnologia, adattamento, riduzione delle emissioni causate dalla deforestazione e sul risparmio e l’efficienza energetica negli edifici dei Paesi in via di sviluppo che aderiscono all’Unfccc ed al Protocollo di Kyoto.

«Queste sono le aree chiave per la risposta internazionale al cambiamento climatico – ha spiegato Yvo de Boer - sia per ridurre le emissioni di gas serra che per l’adattamento inevitabile agli impatti del climate change. Questo richiede una urgente e coscienziosa azione internazionale da avviare quest’anno e nei prossimi. Io mi aspetto buoni progressi da questo meeting». Dopo Bonn, nel 2008 ci saranno altri due round dei negoziati globali sul cambiamento climatico: ad Accra, in Ghana da 21 al 27 agosto e la Climate change conference che si terrà a Poznan, in Polonia, dall’1 al 12 dicembre.

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