[04/06/2008] Parchi

Il Camerun vuole eradicare il bracconaggio

LIVORNO. Il ministro delle foreste e della fauna del Camerun, Elvis Ngolle Ngolle (Nella foto), ha costituito nella capitale Yaoundé il nuovo Comitato nazionale di lotta contro il bracconaggio e gli ha affidato la missione di eradicare un fenomeno che nel Paese africano sta assumendo proporzioni inquietanti: secondo gli ultimi dati disponibili, nel 2003 in Camerun, gli agenti antibracconaggio dell’operazione "coup de point" hanno sequestrato 15 mila chilogrammi di carne di animali selvatici della foresta proveniente dalla caccia illegale, una minima parte di quello che rappresenta un vasto mercato illegale di carne di animali spesso protetti o addirittura in via di estinzione.

Il Comité national de lutte contre le braconnage era già stato creato in Camerun nel 1999 dall’allora primo ministro Peter Mafany Musonge, ma «i lavori di questo comitato non sono potuti continuare dopo il 2004 per motivi finanziari – ha detto il ministro Ngolle Ngolle – Ma anche per la scomparsa del ministero dell’ambiente e delle foreste, che si è scisso finalmente in due ministeri dopo il 2005. Attualmente, il bracconaggio conosce un certa espansione nel nostro Paese. Il governo camerunense si è impegnato insieme ai sui partner internazionali al fine di assicurare la gestione sostenibile delle risorse non solo forestali, ma anche faunistiche. Il Comitato che ho installato ha come missione quella di fare un’analisi profonda e senza compiacenza della situazione sul territorio, poi di proporre al ministero il miglio antidoto al fine di eradicare il fenomeno».

Il piano d’azione dell’unità antibracconaggio prevede per il 2008 l’eradicazione dei punti caldi del bracconaggio, esige che gli operatori rispettino gli impegni prefissati per la repressione e i sequestri, segue da vicino i contenziosi contro lo sfruttamento abusivo, verifica che le decisioni dei tribunali e l’esecuzione della pena siano conformi alla gravità dei fatti contestati ai bracconieri, sensibilizza le popolazioni e sviluppa alternative culturali ed economiche con la formazione dei formatori e l’allevamento di selvaggina.

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