[05/06/2008] Comunicati

Oggi la giornata mondiale dell´ambiente. A quando quella dell´economia ecologica?

LIVORNO. Oggi si celebra la giornata mondiale dell’ambiente che da 16 anni a questa parte è diventata per l’Onu la maniera per ricordarci ogni 5 giugno che la protezione dell’ambiente nella sua accezione più vasta ci riguarda tutti.
La protezione dell’ambiente appunto, ambiente come qualcosa da difendere. Il problema sta ancora una volta qui, in questo nocciolo duro che non si riesce a scalfire: l’ambiente non è altra cosa dall’economia e vista la situazione attuale sarebbe più opportuno dedicare la giornata di oggi al salvataggio dell’economia, che solo si può salvare riorientandola in direzione della sostenibilità, perché questo attuale modello economico non è durevole e anzi è al capolinea.

Dobbiamo invece accontentarci ancora una volta di questa giornata mondiale dell’ambiente, che sarà festeggiata in più di 100 Paesi del mondo in molte maniere: marce e competizioni sportive, sfilate di biciclette, concerti, concorsi letterari e di disegno nelle scuole, messa a dimora di alberi, campagne di pulizia e riciclaggio dei rifiuti, conferenze, seminari, incontri sulla salute del nostro pianeta e sul futuro dell’ambiente. L´obiettivo è quello di dare un volto umano alle problematiche complicate come quelle dell’ambiente, la cui complessità globale spesso ci sfugge individualmente, «condurre e portare i popoli a diventare gli agenti attivi dello sviluppo sostenibile ed equo – si legge nella presentazione della giornata fatta dall’Unep – promuovere comprensione del fatto che le comunità sono essenziali per i cambiamenti di abitudini per quel che riguarda i problemi ambientali e difendere il partenariato che assicurerà a tutte le nazioni e i popoli di apprezzare un futuro più sicuro e più prospero».
Anche quest’anno tutti gli sforzi si indirizzano quindi a suscitare una vasta presa di coscienza dell’opinione pubblica e l’interesse e l’azione politica verso il tema giornata mondiale 2008, che è: "No alla dipendenza! Per un’economia a bassa emissione di carbonio”.
Il Programma per l’ambiente dell’Onu (Unep) riconosce così che il cambiamento climatico è una delle preoccupazioni più importanti dei nostri tempi e chiede a tutti i Paesi del mondo, alle industrie ed alle comunità di modificare i loro comportamenti per realizzare buone pratiche diffuse e uno stile di vita a basse emissioni di CO2.
Ogni anno una città diversa viene scelta come luogo principale per la celebrazione del World environmet day ed il governo e la città ospite, in cooperazione con l’Unep, danno il tema, lo slogan e l’idea centrale per la campagna informativa e le attività promozionali messe in atto in tutto il mondo.
Il 2008 la città scelta è Wellington, la capitale della nuova Nuova Zelanda, uno dei primi Paesi ad impegnarsi per un futuro carbon neutral e che ha scelto lo slogan: “CO2 kik the habit! Toward a low carbon economy”

«In numerosi Paesi – sottolinea l’Unep – questo avvenimento è un’occasione per promuovere l’interesse e l’azione a livello politico. In questo giorno, Capi di Stato, primi ministri e ministri dell’ambiente pronunciano discorsi nei quali si impegnano ad agire per la salvaguardia della nostra terra. Vengono presi ufficialmente impegni per la realizzazione di strutture di governo permanenti destinate alla gestione ed alla pianificazione economica. Questa celebrazione rappresenta ugualmente un’occasione per la firma o la ratifica di convenzioni internazionali in favore dell’ambiente. Approfittiamo di questa giornata mondiale dell’ambiente per esaminare lo stato del nostro ambiente. Prendiamoci il tempo per riflettere sulle azioni che ognuno di noi deve mettere in opera, e mettiamoci, immediatamente, al lavoro al fine di preservare , insieme, tutta la vita sulla terra».

Un entusiasmo ed un volontarismo lodevole e condivisibile, ma che tra le righe lascia trasparire il problema centrale irrisolto dal 1972 ad ogni celebrazione del World environmet day: l´assenza di una governance davvero globale dell’economia orientata verso la sostenibilità, senza la quale c´è sempre meno salvagurdia.

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