[16/06/2008] Energia

Sempre più gas russo verso oriente e occidente, si comincia da Sakhalin-2

LIVORNO. “Infermieri” interessati si affollano al capezzale energetico dell’economia mondiale. Mentre l’Arabia Saudita annuncia l’aumento della produzione di petrolio, Gazprom, il gigante russo del gas, annuncia che la sua produzione entro il 2020 aumenterà di 100 miliardi di metri cubi grazie a nuovi progetti di sfruttamento di giacimenti.

Secondo Sergei Pankratov, capo del dipartimento sviluppo di Gazprom. Nel 2007 il monopolista russo ha estratto 548,6 miliardi di mc. di gas, «in generale, è previsto d´estrarre circa 300 miliardi di metri cubi nei nuovi giacimenti».

Uno sforzo accompagnato da un colossale programma di investimenti entro il 2020: «Secondo le nostre previsioni – ha spiegato durante una conferenza stampa Pankratov, - sbloccheremo tra gli 8.000 e i 10.000 miliardi di rubli. Questo rappresenta investimenti intorno ai 700 miliardi di rubli all’anno (più di 19 miliardi di euro). La maggior parte di questa somma sarà destinata allo sviluppo delle infrastrutture di trasporto, il 30% dell’ammontare sarà investito nel settore estrattivo».

I finanziamenti arrivano anche dall’estero: il gruppo Sakhalin Energy ha concluso oggi un accordo da 5,3 miliardi di dollari con la Japan bank for international cooperation (Jbic) ed un consorzio internazionale di banche commerciali per finanziare la seconda tranche del progetto Sakhalin-2. La Jbic metterà 3,7 miliardi di dollari, le altre 1,6. «Questi fondi - spiega un comunicato della Sakhalin Energy – saranno destinati al finanziamento dello stadio finale della costruzione, dei test e della messa in servizio dell’infrastruttura della seconda tappa del progetto Sakhalin-2».

Il progetto Sakhalin-2 prevede lo sfruttamento dei giacimenti russi di Piltun-Astokh e di Lunsk, con riserve previste di 150 milioni di tonnellate di petrolio e 500 miliardi di mc. di gas. Il progetto è condotto da Sakhalin Energy, una controllata di Gazoprom con il 50% più 1 delle azioni e che vede la partecipazione di Royal Dutch/Shell (27,5%) e delle giapponesi Mitsui (12,5%) e Mitsubishi (10%).

I lavori di realizzazione della seconda tranche di costruzione del gasdotto Sakhalin-2 sono terminati al 90%. «Le forniture di gas naturale liquefatto ai consumatori giapponesi, coreani e della costa occidentale degli Stati Uniti inizieranno presto nel quadro di questo progetto», spiega soddisfatto Pankratov.

Torna all'archivio