[17/06/2008] Comunicati

La Toscana e la desertificazione

FIRENZE. Pochi lo direbbero, pensando alla classica cartolina toscana fatta di verdi colline ornate di cipressi, ma la Toscana è una delle regioni esposte a fenomeni di desertificazione, a quello che l’Unccd definisce «il degrado delle terre nelle zone aride, semi-aride e subumide secche, provocato da diversi fattori, tra i quali le variazioni climatiche e il rapporto con l’attuale modello delle attività umane» che si manifesta con "la diminuzione o la scomparsa della produttività e complessità biologica o economica delle terre coltivate, sia irrigate che non, delle praterie, dei pascoli, delle foreste o delle superfici boschive causate dai sistemi di utilizzo della terra, o da uno o più processi, compresi quelli derivanti dall´attività dell´uomo e dalle sue modalità di insediamento, tra i quali l´erosione idrica, eolica, ecc; il deterioramento delle proprietà fisiche, chimiche e biologiche o economiche dei suoli; la perdita protratta nel tempo di vegetazione naturale».

Per questo la regione Toscana ha aderito al Progetto Deser Tnet “Monitoraggio ed azioni di lotta alla desertificazione nella regione mediterranea europea” (Interreg IIIB Medocc) coordinato dal Nucleo ricerca desertificazione (Nrd) dell´Università di Sassari, che opera in streetta collaborazione tra Laboratorio di meteorologia e modellistica ambientale per lo sviluppo sostenibile (Lamma) e Lamma- Cres (centro ricerche erosione suolo), coordinati dal Cnr-Ibemet.

Il progetto vuole contribuire allo sviluppo di una cartografia basata su indicatori comuni tra le varie regioni italiane coinvolte; portare avanti uno studio specifico (Work Package) sul territorio regionale sviluppando metodologie di analisi che possano divenire patrimonio comune per le altre regioni.

Al Lamma-Cres spiegano che il progetto «si integra e si coordina con il precedente progetto "Rete sovrannazionale di laboratori ambientali multifunzionali", finanziato dal Programma InterregIIC-Medocc e sviluppato in collaborazione con il Lamma, costituendo, con il precedente, un insieme organico relativo allo studio, al monitoraggio e alla gestione sostenibile delle aree a rischio di desertificazione, che si affacciano sul bacino del Mediterraneo».
Il Work Package per la Toscana punta l’attenzione sulla implementazione delle procedure standard di analisi di vulnerabilità alla desertificazione, con la creazione di banche dati, e dall’altra realizzare studi più approfonditi con metodologie innovative su clima e la vegetazione ritenuti essenziali per il monitoraggio dei fenomeni di desertificazione in Toscana.

L’obiettivo generale per la Toscana quello dello “studio della vulnerabilità alla desertificazione del territorio grazie all’integrazione dei dati socio-economici e climatici con l’analisi delle serie storiche dei dati telerilevati” e si sviluppa in tre assi con obiettivi specifici: studio e miglioramento delle metodologie di analisi satellitare per la valutazione della serie storica dell’indice di vegetazione a partire dalle immagini Noaa-Avhrr. Analisi multitemporale con immagini Landsat TM sulle aree identificate come sensibili; Analisi climatologica della regione Toscana sulla serie storica di riferimento 1961-1990 e confronto con il successivo decennio 1991-2000; Integrazione degli indicatori ottenuti dall’analisi Ndvi e climatica con dati socio-economici per l’identificazione delle zone vulnerabili alla desertificazione.

« Con la conclusione del Progetto Desert Net 1 - spiegano a Lamma-Cres - si è giunti alla realizzazione di un valido strumento di pianificazione e gestione territoriale, per la valutazione della vulnerabilità ambientale a scala regionale. Visto il positivo esito del progetto, è stata approvata la proposta relativa al Progetto interreg IIIB Desert Net 2, che vede ancora come partner la regione Toscana, settore delle politiche regionali dell’innovazione e della ricerca».

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