[28/07/2008] Trasporti

Tav To-Lione, Ferrentino spiega a greenreport gli obiettivi del referendum

LIVORNO. Sulla vicenda della Tav in Valsusa, alla fine si farà un referendum. Lo organizzerà ad ottobre la Comunità montana della valle e il quesito riguarderà non tanto se si è d’accordo o meno sull’opera, ma da dove deve iniziare. Tutto e subito, potrebbe essere lo slogan che riassume le posizioni di Governo, regione, provincia e comune di Torino, dopo l’accordo di giugno; si parta dal nodo di Torino è invece la posizione della comunità montana. Quindi una sorta di intervento a tappe sulla tanto discussa Torino-Lione, in cui sul nodo di Torino, anche l´Osservatorio tecnico sull´opera ha evidenziato alcune criticità. Ne abbiamo parlato con Antonio Ferrentino, presidente della Comunità montana Bassa Valsusa.

Alla fine siamo arrivati al referendum?
«Sarà una consultazione popolare sulla proposta fatta dalla gran parte dei sindaci di procedere sulla base della proposta Fare, acronimo di ferrovie alpine ragionevoli ed efficienti, ovvero proseguiamo sulle cose che servono. Senza mettere in discussione nulla né però dare nulla per scontato. Io credo che questa posizione sia largamente condivisa, ma ritengo giusto che siano direttamente i cittadini ad esprimersi evitando di interpretare il loro pensiero. Sarà un test elettorale, in cui chiameremo tutti i cittadini a votare e lo faremo assieme alla regione».

La proposta che parte del referendum, prevede che i lavori partano dal nodo di Torino. La settimana scorsa siete stati ricevuti dalla Commissione europea per l’assegnazione dei fondi. Quale esito ha avuto l’incontro?
«Dei 671,8 milioni previsti per tutta l’opera 442 spettano al governo italiano e l’altro terzo al governo francese. E sono fondi assegnati sulla tratta internazionale, che in altre parole significa poi il tunnel. Ma sono stati assegnati prima che l’Osservatorio si fosse insediato e indicasse che la priorità è il nodo di Torino. Noi abbiamo chiesto di considerare tutta quanta come tratta internazionale, come già era stato concesso per la linea alta velocità ungherese e quindi che si possano destinare i fondi per risolvere le criticità dal nodo di Torino, partendo proprio da lì».

E’ un po’ come dire, intanto destiniamo i fondi al nodo di Torino che comunque è funzionale a tutti i tracciati e poi discutiamo sul resto. E quale risposta avete ottenuto?
«Il commissario Tajani, non ha detto né sì né no, ma è disponibile ad approfondire. Erano presenti anche i funzionari della Commissione trasporti e dato che un precedente si è già verificato nel 2007, su questo abbiamo appoggiato la nostra richiesta. E domani ribadiremo questa posizione a Roma, perché avremo un incontro prima con il Quirinale e poi con Palazzo Chigi».

Una giornata decisiva quindi?
«Sì. Perché se non verranno accolte queste nostre istanze, è inutile portare avanti qualsiasi discussione. Se il governo ribadirà l’intenzione di spendere i soldi sulla tratta internazionale, non si potrà intavolare alcuna discussione».

C’è consenso su questo da parte dei sindaci?
«Buona parte stanno su questa posizione. Stasera avremo comunque una riunione a Bussoleto con tutti i sindaci, per andare a Roma con un mandato, speriamo, il più ampio possibile».

Intanto il Wwf Italia, in una nota, chiede al Governo di fare «un passo indietro non solo negli interessi delle popolazioni locali, ma anche per individuare correttamente le priorità per gli investimenti sulla rete ferroviaria, su cui concentrare gli scarsi fondi pubblici disponibili». «Per la prima volta, infatti - afferma il Wwf - il Governo ha imposto la composizione della delegazione dei comuni interessati scegliendone 22 ad hoc, invece di chiedere ai 60 Comuni della Val Susa, Val Sangone e Cintura Nord di Torino di formare loro stessi la propria rappresentanza».

Secondo l´associazione, il Governo «ha fretta di passare ad una nuova progettazione preliminare, dopo l´archiviazione di quella del 2003, per aggiornare il dossier di candidatura al Bando sulle reti transeuropee, che non è mai stato condiviso dagli enti locali». Il Wwf ribadisce inoltre l´opportunità che «i 671 milioni di euro del contributo europeo per i lavori sulla direttrice Torino-Lione siano impiegati per risolvere innanzitutto i gravi problemi del nodo di Torino, vero collo di bottiglia dei traffici internazionali, costruendo la cintura merci e il servizio ferroviario metropolitano per i pendolari e non per progettare un nuovo, inutile, tunnel di 57 km e un nuovo collegamento ad alta velocità tra Torino e Lione che costerebbe complessivamente oltre 16 miliardi di euro, di cui 9,7 a carico dello Stato italiano».

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