[28/07/2008] Aria

Se la posidonia annega nell´acqua calda

LIVORNO. Secondo un rapporto dell´International Union for Conservation of Nature (Iucn) reso noto oggi, gli impatti dei cambiamenti climatici minacciano da vicino le praterie di piante sottomarine, ambienti di grande valore ambientale ed economico, visto che si valuta in 12.000 dollari all´anno la produzione in crostacei e pesci di un ettaro di questo habitat.

Il rapporto "Managing Seagrasses for Resilience to Climate Change" analizza le minacce di queste piante così importanti per l´ambiente marino e la difesa delle coste e propone strategie per garantirne la sopravvivenza. Secondo Mats Björk, uno degli autori della pubblicazione, «Nel loro complesso le praterie sottomarine sono in uno stato di vulnerabilità. Gli habitat dei seagrass sono già in declino a causa dell´aumento della temperatura dell´acqua, dalla crescita di alghe e dalla riduzione della luce, tutti effetti del cambiamento climatico».

Anche le tempeste, le inondazioni e l´erosione costiera sono tra gli elementi che danneggiano le praterie sottomarine, così come l´eutrofizzazione causata dall´eccesso di nutrienti può portare al proliferare nelle zone costiere di alghe che danneggiano le seagrass. Ma il nuovo e più temibile pericolo viene dall´acidificazione del mare dovuto all´aumento della concentrazione di CO2 in atmosfera, con conseguenze che non possono ancora essere previste.

Comunque, tutti questi cambiamenti globali messi insieme stanno producendo una visibile riduzione delle praterie sottomarine.

Per Carl Gustaf Lundin, a capo del Global marine programme dell´Iucn, «I tesori dei nostri oceani sono sotto l´attacco dei cambiamenti c limatici, è il momento di comprendere il vero valore di questa preziosa risorsa naturale. Le praterie sottomarine forniscono riparo a molti animali, tra i quali pesci e molluschi, e possono essere una fonte di cibo diretta per dugonghi, tartarughe, ricci di mare ed uccelli marini». Le piante delle praterie marine sono utilizzate, in Africa ed Europa, anche per usi tradizionali e per produrre medicinali.

Cosa si può fare per salvare queste preziosissime piante dal riscaldamento dell´acqua? Secondo Ludin «sappiamo che più sono varie geneticamente, più le popolazioni di seagrass hanno capacità di resistere ai cambiamenti ambientali. Occorre proteggere gli ultimi rifugi delle praterie e connetterli con gli habitat adiacenti, come le mangrovie e le barriere coralline, questo aumenta considerevolmente la loro possibilità di sopravvivenza. Intanto occorre promuovere nuove aree marine protette per il ripristino delle praterie sottomarine e arginare le cause del cambiamento globale. Anche la Iucn incoraggia le ricerche per la protezione di queste piante, vitali per l´esistenza».

Di grande importanza è la posidonia oceanica, endemica del Mediterraneo, per la Iucn le aree più integre di questa pianta sottomarina si trovano nel nord Africa, in particolare sulle coste di Libia e Tunisia, dove lo sviluppo del turismo non ha ancora troppo colpito le aree costiere, ma anche intorno alle isole minori italiane le praterie di posidonia mostrano spesso buona salute, una salute da difendere e preservare per tutelare il futuro del mare e del pianeta e gli stock commerciali di pesci, crostacei e molluschi.

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