[31/07/2008] Parchi

Ondate di freddo sulle Ande, la Fao in soccorso degli alpaca peruviani

ROMA. La Fao, attraverso la sua Unità di soccorso di urgenza, ha fornito al Perù 36.800 dosi di antiparassitari ed antibiotici per salvare 18.000 alpaca del distretto di Pilpichaca, nella provincia di Huancavelica. I camelidi andini si sono ammalati e indeboliti a causa di un´ondata di freddo, un fenomeno meteorologico che localmente viene chiamata "friaje". Si tratta di una serie di basse temperature fuori stagione che producono gelate e danni alle colture ed ai pascoli degli altipiani andini.

Marc Vandersmissen, coordinatore delle operazioni d´urgenza Fao in Perù, spiega che «Nelle alte Ande, la stagione agricola è limitata ad un breve periodo di tempo del quale l´agricoltore deve profittare per seminare e raccogliere, secondo un calendario preciso, per poter nutrire la propria famiglia. Ma a causa dei cambiamenti climatici, gli schemi tradizionali stanno cambiando e i contadini non sono più in grado di prevedere le date di semina e raccolta».

Quest´anno le ondate di freddo hanno colpito già a marzo - aprile, quando di solito si presentavano a giugno, danneggiando fortemente le coltivazioni e soprattutto i pascoli dei lama e degli alpaca, per questo il governo di Lima ha dovuto dichiarare lo stato di emergenza in 11 regioni del Perù su 25. I danni del friaje sono stati devastanti per i piccoli agricoltori che non hanno ancora raccolto nulla, e soprattutto per gli allevatori di alpaca delle Alte Ande che hanno visto i pascoli coprirsi di neve fuori stagione, che poi è gelata creando un danno irreversibile. E´ cosi che i camelidi affamati e indeboliti hanno cominciato ad ammalarsi.

Ma anche gli esseri umani non se la passano meglio: l´alimentazione degli allevatori di alpaca è costituita da "papa seca", cioè patate seccate e da un po´ di carne secca di alpaca o lama, un´alimentazione frugale che producono loro stessi nelle zone di fondovalle o che scambiano con la lana. Gli alpaca sono praticamente la loro vitae la loro unica fonte di guadagno.

La campagna di soccorso urgente per salvare gli alpaca è iniziata tra il 14 e il 19 luglio nelle comunità di Llillinta, Antacancha, Cacuya, Pichcahuasi, Pueblo Nuevo, Ingahuasi e Pelapata nella regione di Huancavelica. ed avrebbe già permesso di salvare il 50% dei 35.000 capi di bestiame tra alpaca, lama e pecore, venendo in aiuto ad oltre 200 famigli particolarmente vulnerabili. La Fao però mette in guardia: da settembre prevede «l´aumento della mortalità e morbilità dei camelidi della Sierra centrale e della Sierra del Sud in Perù, dove l´allevamento di camelidi dipende dai pascoli naturali che hanno subito gravi danni dovuti all´ondata di freddo».

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