[01/08/2008] Comunicati

Global warming al lavoro: inondazioni devastanti nel Sahel della siccità

LIVORNO. Secondo l´Office for the coordination of humanitarian affairs (Ocha), «Le inondazioni causate dalle forti piogge in Africa occidentale minacciano la sicurezza alimentare della regione, già indebolita dal rialzo dei prezzi alimentari. Più di 50.000 persone sono già state colpite dalle inondazioni in sette Paesi dell´Africa occidentale. In Mauritania, per esempio, circa 4.600 persone sono state sfollate per il rialzo delle acque del fiume Senegal. In Togo, 10.000 persone sono sfollate per le inondazioni e molti ponti sono stati resi inutilizzabili, interrompendo le linee commerciali tra il Togo e il Burkina Faso. In Mali, sei persone sono morte a causa delle inondazioni».

Il tutto avviene nell´area del Sahel, da sempre colpita dalla siccità e dalla penuria d´acqua, ma che non si è ancora ripresa dalle alluvioni devastanti dell´anno scorso e da inondazioni più recenti che, insieme all´aumento dei prezzi dei generi alimentari stanno causando una miscela socialmente esplosiva e che sta portando migliaia di persone verso la povertà estrema e al bisogno di ricevere aiuti. Il capo dell´Ocha per l´Africa occidentale, Hervé Ludovic de Lys, sottolinea che «Mali, Niger, Tchad e Burkina Faso, che non hanno accesso al mare, sono i Paesi più colpiti».

Ma anche il piccolo Togo, pur avendo una stretta fascia costiera sul Golfo di Guinea, non è messo certamente meglio: il ministero togolese della Sécurité et de la Protection civile informa che, dal 25 al 27 luglio, il Paese è stato colpito proprio sulla costa e nell´altipiano da piogge torrenziali che hanno devastato le prefetture di Yoto, Zio, Vo e del Golfe. «Sette ponti sono crollati in diversi assi stradali in queste prefetture - si legge in un comunicato stampa del ministero - un sottopasso ferroviario, due tronconi di ferrovia sono sommersi, diversi assi della rete ferroviaria e stradale sono impraticabili, anche dei villaggi e campi situati lungo le valli dei fiumi Zio e Haho sono completamente inondati».

Il governo di Lomè è preoccupato perché i dati successivi al 2000 dimostrano che precipitazioni sempre più violente si stanno concentrando in periodi sempre più brevi e con alluvioni sempre più ricorrenti, per questo il 30 luglio ha deciso di mettere in opera misure di allerta ed evacuazione della popolazione, per evitare che la popolazione venga sorpresa ogni volta da fenomeni atmosferici eccezionali e da catastrofi.

Di fronte ad un´evoluzione climatica rapidissima, che impone anche a Paesi poveri come il Togo un nuovo approccio nell´analisi di fenomeni atmosferici estremi, il governo ha deciso di mettere a disposizione della meteorologia nazionale e delle stazioni di rilevamento territoriali i servizi tecnici dei centri di ricerca che studiano le dinamiche del clima e i fondi necessari per dotarsi di moderni metodi di previsione, compresi sistemi di rilevamento del livello dell´acqua dei fiumi, materiale di rilevamento pluviomnetrico e l´acquisto di un elicottero per rilevare le aree più sensibili e vulnerabili.

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