[01/08/2008] Comunicati

Islanda: Nuovo record di caldo nella terra del ghiaccio

FIRENZE. Organi di stampa italiani riportano la notizia di mercoledì pomeriggio per cui la temperatura a Reykjavík (Islanda) ha battuto il record di ogni tempo, assestandosi (dati Istituto meteorologico islandese) a 25,7° - stazione manuale - e 26,2° - stazione automatica, a causa di una particolare configurazione microclimatica locale (venti caldi da sud-ovest, forte irraggiamento) a cui è seguito un rapido raffreddamento. Secondo il quotidiano Iceland review, il record precedente era di 24,8°, e anche nel resto dell’isola le temperature hanno superato in vari casi record locali (29,7° a Þingvellir, 40 km a Est della capitale), ma senza raggiungere il primato storico di 30,5°, registrato nel giugno 1939 nella zona degli East Fjords. Il valore registrato a Reykjavík viene invece definito dalla stampa locale «il più caldo in città da quando è iniziata la misurazione delle temperature, 150 anni fa».

Pure nella possibilità di (passati) errori strumentali e nella costante inesattezza delle serie storiche, la notizia assume carattere di rilievo alla luce dell’avverarsi delle previsioni passate sull’andamento climatico, e inquieta riguardo ai possibili sviluppi per il futuro: mentre record estivi di temperatura a latitudini più alte possono causare effetti tutto sommato relativi per la popolazione umana (se si esclude la drammatica estate 2003), mutamenti climatici nella zona adiacente ai poli possono avere ripercussioni di forte intensità, anche e soprattutto per quanto riguarda la stabilità della banchisa e della calotta polare: ciò – come sappiamo – può innestare ulteriori meccanismi di feed-back dati dalla diminuizione dell’effetto albedo associato alla copertura glaciale.

Risale al 23 giugno scorso la notizia per cui ricercatori del National Geographic avevano ipotizzato la scomparsa dei ghiacci dalla zona adiacente al Polo geografico già da questa estate: la questione era stata affrontata da molti media nazionali in modo approssimativo, con numerosi fraintendimenti (molti organi di stampa avevano parlato di “scomparsa totale dei ghiacci polari entro l’estate”, evento che anche secondo le previsioni più pessimistiche non dovrebbe avvenire prima di altri 20 anni). Ma a questo punto, davvero non si può escludere che, a fine estate, non si abbia più banchisa sopra il Polo geografico. Va comunque detto che, a causa della presenza della corrente del Golfo e dell’oceanicità del clima locale, l’Islanda si trova ben lontana dalla zona attualmente coperta dai ghiacci, zona dove invece non si sono registrate nei giorni passati significative anomalie di temperatura e geopotenziali. Occorrerà aspettare settembre – fase dell’anno in cui tipicamente la banchisa si riduce ai minimi termini – per riscontrare l’affidabilità della previsione.

Al di là della copertura glaciale, il clima degli ultimi 10 anni, che lo stesso Istituto meteorologico ha definito «inusuale», poichè sull’isola di solito «passano decenni senza che compaiano temperature superiori a 23°», sta causando significativi mutamenti nei sistemi biologici: si segnala l’ormai costante presenza nei mari islandesi dello Sgombro (Scomber scombrus), precedentemente molto raro, e la diffusione dell’infestante Heracleum mantegazzianum, specie botanica alloctona, ma ormai in via di naturalizzazione nell’isola con associati potenziali danni per la flora locale e anche per la popolazione, a causa del forte potere urticante che caratterizza la specie.

Torna all'archivio