[20/08/2008] Energia

Il Brasile vuole più nucleare ma non sa dove mettere le scorie

LIVORNO. Il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva (Nella foto) ha annunciato che il Brasile costruirà altre 4 centrali nucleari dopo che sarà terminata la costruzione della centrale di Angra III, due verranno costruite nel nord-est del Paese, le altre nel sud-est e dovrebbero entrare in funzione intorno al 2014. Il “dovrebbero” è d´obbligo, perché il Brasile ha un problema di non poco conto da risolvere: dove mettere le scorie nucleari. Lula ha chiesto alla Comissão nacional de energia nuclear di trovare una soluzione permanente per le scorie attualmente stoccate nelle centrali di Angra I e II. L´Electronuclear, il monopolista della produzione di energia nucleare in Brasile, non avrà il via libera per cominciare a costruire le centrali se non verrà trovato un sito definitivo per le scorie radioattive.

La stessa costruzione di Angra III é molto tribolata: iniziata nel lontano 1984, é già stata interrotta per due volte a causa delle proteste dell´opinione pubblica e per mancanza di fondi. Solo di recente il governo federale brasiliano ha deciso di riprendere i lavori di costruzione, dicendo che i 750 milioni di dollari spesi nell´impianto dal 1984 non possono andare sprecati. Per finire la centrale occorre però almeno altri 4,56 miliardi di dollari. Il più imbarazzato di tutti sembra il neo-ministro dell´ambiente brasiliano Carlos Minc, che ora minimizza la portata politica della decisione, ma che in passato si era dichiarato contro l´energia nucleare e che ora cerca di scaricare sull´ex ministro dell´ambiente Marina Silva la colpa della decisione di riavviare Angra III.

Ma Greenpeace Brasil sottolinea che per quanto riguarda Angra III «Lo studio di impatto ambientale (Eia-Rima) presentato dalla Eletronuclear ha diverse lacune e falle, che sono state rilevate dal Ministério público federal», che ha chiesto di rivedere tutto prima di rifinanziare la centrale. «Invece di esigere la correzione dell´Eia-Rama - dice Rebeca Lerer, coordinatrice della campagna energia di Greenpeace Brasil - l´Ibama ha trasformato le richieste senza risposta in una lista di raccomandazioni allegate alla concessione, senza alcuna garanzia che verranno accolte prima dell´avvio dei lavori di Angra 3».

La licenza per Angra 3, dà disposizioni sul destino finale delle scorie radioattive. Un bel problema, visto che Angra I e II producono ogni anno 13.775 metri cubi di scorie radioattive, una vera e propria montagna stoccata "provvisoriamente" all´interno delle centrali.

«Con la costruzione di Angra 3, la situazione si aggraverà - sottolinea Lerer - Non esiste, in nessun luogo al mondo, una soluzione definitiva per la spazzatura nucleare e, pertanto, la definizione dei parametri e localizzazione dei depositi per questi residui è complessa, e rappresenta un altissimo costo politico ed economico. E´ impossibile risolvere questo entro il primo settembre, come dice ilministro dell´energia, Edison Lobão, o anche nello spazio di 120 giorni stipulato nell´autorizzazione provvisoria. La reazione del settore nucleare, specialmente della Comissão nacional de energia nuclear, è stata quella che non è competenza di Ibama o anche di Eletronuclear affrontare la questione dei rifiuti radioattivi. Tutto indica che questa condizione non sarà attuata, trattandosi appena di una verniciatura di responsabilità per minimizzare le critiche alla concessione della licenza».

Ma il vero portavoce del nucleare brasiliano è ormai diventato Roberto Messias, presidente dell´Instituto brasileiro do meio ambiente e dos recuersos naturais renovàveis (Ibam) che difende apertamente la necessità del nucleare in Brasile. Greenpeace accusa Roberto Messias di disinformare l´opinione pubblica brasiliana sui rischi del nucleare e di sopravvalutarne il contributo: le centrali nucleari forniscono attualmente al brasile meno del 3% del loro fabbisogno di elettricità, con Agra II si raggiungerà al massimo il 4%, un dato irrilevante per lo scenario energetico del 2010-20011, ed Angra 3 entrerà in funzione, se tutto va bene, nel 2014, a trent´anni dall´inizio della sua costruzione. Il Brasile dei biocarburanti e del nucleare da esibizione muscolare forse farebbe bene a cercare questa frazione nelle energie rinnovabili e pulite di cui dispone in abbondanza e nel risparmio energetico.

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