[21/08/2008] Rifiuti

Tia, il Comune di Livorno interviene sull´indagine Uil

LIVORNO. L’indagine sulla Tia diffusa dalla Uil si basa su dati parziali, non omogenei, e pertanto non raffrontabili; mi sento quindi di poter dire che le conclusioni non rispecchiano la realtà.
Lo afferma l’assessore all’Ambiente del Comune di Livorno Maria Pia Lessi in replica allo studio della Uil, diffuso e pubblicato in questi giorni, dal quale risulta che a Livorno si paghi la Tia più cara d’Italia.

Perché questa mia posizione? Lo studio mette sullo stesso piano i dati sia dei Comuni che applicano la TIA sia di quelli in cui ancora vige il regime Tarsu (circa il 60%), senza specificare il grado di copertura dei costi del servizio rifiuti e spazzamento garantito dalle tariffe applicate. Livorno nel 2006 ha fatto la scelta della Tia con tariffe che coprono il costo del servizio al 100%, mentre nei Comuni con la Tarsu questa percentuale è inferiore e la differenza viene coperta dai bilanci comunali. Inoltre vi sono ancora molti Comuni che, pur applicando la Tia, non coprono con essa il 100% dei costi: hanno infatti 3 anni dall’applicazione per arrivare a tale livello. Nella classifica della Uil quindi questi Comuni presentano “naturalmente” tariffe più basse, sfalsando così il dato finale.

A questo punto è però doverosa una considerazione sulla politica fiscale del Comune di Livorno, considerando che è con l’uso delle diverse tasse e tariffe che si costruisce un’equa e giusta ripartizione delle risorse. Il Comune di Livorno non aumenta l’addizionale Irpef dal 2004, continuando a garantire i servizi sociali, educativi, ambientali, culturali e via dicendo, con una qualità che viene costantemente valutata da 4 anni da indagini del Sole 24 Ore e di Legambiente. Penso che sarebbe quantomeno parziale non inserire il discorso TIA nel quadro complessivo della politica di bilancio del Comune di Livorno.

Va poi ricordato che la Tia è costituita da una percentuale di costi a carico delle utenze domestiche e da una di quelle non domestiche: a Livorno il rapporto è 51 a 49, frutto di una indicazione derivante anche da uno studio che indicava in proporzioni vicine a quelle le quantità di rifiuti prodotte dai due tipi di utenza. Altri Comuni hanno invece deciso di caricare tali costi con proporzioni scelte “a priori”, a Firenze, ad esempio, con il 30 sulle utenze domestiche e il 70 su quelle non domestiche.

Altro elemento che mi preme evidenziare, sempre relativamente alla TIA è quello delle agevolazioni sociali (assegnate in base ai parametri Isee) e di quelle rivolte alle imprese, rispetto alle quali il Comune di Livorno investe importanti risorse economiche. Si tratta di 440 mila euro nel 2007 (ne hanno beneficiato circa 2700 famiglie), e 450 mila euro nel 2008 per riduzioni o esenzioni sociali e di circa 350 mila euro l’anno per le agevolazioni verso le piccole imprese commerciali e artigianali.

E’ vero che al momento del passaggio da Tarsu a Tia nel 2006 i cittadini hanno riscontrato dei rincari, ma è vero anche che nel 2007 vi è stata una prima riduzione del 3% e nel 2008 del 2%. La scelta al momento del passaggio è stata quella di essere rigorosi nell’applicare la logica del “chi più sporca più paga”, senza però trascurare i necessari riequilibri sociali e di sostegno all’economia.

Sono convinta che i nostri concittadini sono ben consapevoli dei costi ambientali evitati e dei benefici di una politica che manda solo il 20% dei rifiuti in discarica ed il resto al recupero di energia e di materia con la raccolta differenziata. La raccolta differenziata, infatti, nei primi sette mesi dell’anno ha raggiunto il 38%, attestandosi così sopra la media provinciale e regionale. Questo dato fa seguito al preciso indirizzo politico espresso nei mesi scorsi dal Consiglio Comunale, con un voto che ha raccolto l’adesione anche di forze esterne all’attuale maggioranza.
Mi preme evidenziare - sottolinea - lo sforzo che con Aamps stiamo facendo per migliorare la qualità del servizio, a partire dalla definizione chiara e condivisa di obblighi e diritti scritti nel contratto di servizio tra Comune ed Aamps e nella carta dei servizi all’utenza.

Abbiamo però poi alcune specificità livornesi di cui non andare fieri basti pensare che circa il 3% della tariffa Tia deriva dai costi di pulizia straordinaria per gli abbandoni abusivi, tra i 700 e gli 800mila euro all’anno!
Tutto ciò non vuole comunque negare o nascondere difficoltà e problematicità delle aziende a partecipazione pubblica del nostro Comune ; situazione che sin dall’inizio di questo mandato abbiamo affrontato, cercando di non scaricarne i “costi” sui cittadini, e per le quali stiamo costruendo ipotesi di scenari futuri all’interno del quadro economico e normativo regionale e nazionale.

* Assessore all´ambiente del Comune di Livorno

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