[21/08/2008] Comunicati

La crisi mette i bastoni fra le ruote alla Grenelle di Sarkozy

LIVORNO. Il presidente francese Nicolas Sarkozy sembra più impegnato sul fronte estero che su quello interno: in Afghanistan, dove i soldati francesi muoiono in una guerra di liberazione non dichiarata e mai compiuta; in Georgia, dove gli amici russi hanno giocato un bello scherzetto agli amici europei, rendendo lo sgarbo Kossovaro; alle Olimpiadi in Cina, dove i diritti umani sono un optional e dove oggi il Dalai Lama denuncia una nuova strage in Tibet...

Ma forse lo scenario internazionale è meno pericoloso per lui di quello nazionale che lo aspetta in Francia, con una crisi economica negata dal suo primo ministro François Fillon che assicura che non c´è bisogno né di rilancio né di piano di rigore. Anche se Le Monde informa che il Parlamento francese è convocato in sessione straordinaria il le 22 settembre per esaminare dei provvedimenti prioritari per il potere d´acquisto: salari e solidarietà attiva (Rsa) per i più poveri. Secondo Le Figaro «Il primo ministro Fillon ha riunito un vero e proprio consiglio di guerra contro la recessione, contro il declino della ricchezza nazionale, contro un potere d´acquisto in continuo calo. All´ordine del giorno c´erano l´analisi della situazione attuale, un dibattito sulla sua gravità e qualche misura per dimostrare che le istituzioni sono in prima fila per risolvere i problemi. L´intenzione è lodevole, ma il governo deve soprattutto sostenere le imprese, vere vittime dello choc economico».

Ma da questa crisi non riconosciuta negli slogan tranquillizzanti e tamponata in pratica in riunioni di emergenza potrebbe rimetterci l´ambiente e le tensioni nel governo di centro-destra non mancano. Secondo Le Monde «La messa in opera della Grenelle de l´environnement (gli stati generali dell´ambiente francese ndr) che è oggetto di due progetti di legge, il secondo è stato trasmesso mercoledi 20 agosto al Consiglio di Stato, potrebbe essere accelerato». Ed il segretario generale dell´Eliseo conferma che «I testi di Grenelle sono ormai considerati come prioritari. Il governo farà il massimo perché siano, tutti e due, adottati prima di Natale».

Un obiettivo azzardato, che non tiene conto dell´ingorgo legislativo che si prepara: Rsa, bilancio, legge sulla televisione pubblica, leggi di programmazione militare, sugli alloggi e gli ospedali.
Così la Grenelle de l´environnement rischia di non diventare presto quel «nuovo motore economico per una crescita verde e per la promozione di uno sviluppo che tenga conto dello sviluppo sostenibile» promesso da Sarkozy.

Anche perché, dietro la facciata unitaria sempre più incrinata, le resistenze all´interno del governo sono sempre più forti e numerose. L´estensione del bonus-malus ecologico ad altri settori automobilistici, voluto dal ministro dell´ecologia Borloo, ha visto la palese contrarietà del ministro dell´economia Eric Woerth e del primo ministro che lamentano che le misure ambientaliste si tradurrebbero in una deriva di bilancio ed un colpo all´industria francese.

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