[22/08/2008] Parchi

Il mare verde di Marina di Campo, le alghe, i giornali e l´informazione mancata

MARINA DI CAMPO (Livorno). Dello strano fenomeno del mare verde a Marina di Campo, una delle spiagge più grandi e belle dell´Elba, greenreport aveva già parlato qualche giorno fa, ma la vicenda è stata riportata clamorosamente a galla dalla pagina fiorentina di Repubblica che ieri le ha dedicato un lungo e critico articolo. Un interessamento "pesante" e scomodo dal punto di vista dell´immagine turistica, così oggi interviene con una nota il direttivo del Centro commerciale naturale "Il Golfo" di Marina di Campo che precisa subito che «non intende minimizzare quanto sia accaduto nel golfo nei giorni di vento da sud ma offrire immagini di normalità. Articoli e foto pubblicate dei giornali locali e nazionali hanno descritto la situazione di un tratto di spiaggia in alcuni giorni critici per condizioni meteo». Come prova i commercianti allegano le foto di una nuotata di gruppo del 10 agosto e quelle della situazione odierna in mare, mentre Repubblica avrebbe pubblicato «una foto di mare sporco risalente a giorni addietro». I commercianti campesi assicurano che «le nostre foto testimoniano uno stato della trasparenza e del colore dell´acqua che purtroppo non fanno notizia, non per un cinico senso della cronaca, bensì perché è sull´emergenza o la catastrofe che si accentra l´attenzione dei lettori, come ben sanno i redattori di un giornale. Le analisi dell´Arpat sono rassicuranti, certo qualcosa è accaduto e dovremo avere risposte certe dalle autorità competenti in materia. Per adesso, ci accontentiamo di aggiungere alla cronaca anche queste normalissime immagini».

Alla cronaca vanno però anche aggiunte le segnalazioni di cittadini e turisti che ieri pomeriggio segnalavano nuovamente al "Tirreno" la presenza di acqua verdognola, proteste che sono arrivate anche a Legambiente Arcipelago toscano. Proprio dal Cigno verde, viene un nuovo intervento sulla questione per cercare di riportarla alle sue giuste dimensioni. «Chi credeva che la negazione dell´evidenza e le iniziative folkloristiche potessero cancellare il mare verde di Marina di Campo è servito, ed è servito anche chi se l´è presa con chi, come alcuni soci di Legambiente di Campo ha cercato di capire e spiegare, senza drammatizzare una situazione che non presenta rischi per la balneazione e per la salute dell´uomo ma che è un evidente segnale di stress di un ambiente che ha subito un mutamento delle sua condizioni. Gli articoli sui giornali di questi giorni sono il prodotto di una incapacità di spiegare da parte degli amministratori un fenomeno naturale e della crescente arrabbiatura dei turisti, soprattutto quelli più affezionati, che non hanno ricevuto nessuna spiegazione vera rispetto ad un fenomeno esteso e che si protrae nel tempo. Invece si è preferito mettere la testa sotto la sabbia del ripascimento e gridare all´untore».

Legambiente spiega che «i prelievi eseguiti dell´Arpat attestano la balneabilità della spiaggia e che le alghe verdi non hanno niente a che vedere con l´alga tossica Ostreopsis non presente all´Elba, ma è anche vero che Marina di Campo deve ristabilire la trasparenza delle sue acque, a meno che non si decida che è destino che si tingano di verde con il caldo estivo, fenomeno certo curioso, ma non molto attraente per chi va a fare il bagno».

Ma da cosa dipende il fenomeno? Gli esami effettuati dall´Arpat dicono che è prodotto da Cloroficee, diffuse in tutti i mari, soprattutto nelle aree costiere ed alle foci di corsi d´acqua, e la "Guida al Riconoscimento del Plancton dei Mari Italiani" (pubblicata a fine luglio e scaricabile dal sito del ministero dell´Ambiente) le definisce tutte "prive di tossicità" e chiarisce che «I principali taxa in ambiente osservabili in ambiente marino appartengono alle famiglie delle Dunaliellaceae e delle Chlomydomonodaceae, rappresentate dai generi Dunaliella e Chlamydomonas. In particolare Dunaliella ha lunghezza variabile da 5 a 24 mm., Chlamydomonas da 4 a 29 mm, mentre i generi Brachiomonas ed Asteromonas possono raggiungere dimensioni superiori a 40 mm».

Per gli ambientalisti isolani «la fioritura di fitoplancton dipende sicuramente anche dal riscaldamento del mare (a proposito di chi nega il riscaldamento globale) ma è chiaro che questa è una delle concause, visto che il mare è caldo anche in altre spiagge e che quando Goletta Verde, due estati fa, registrò proprio all´Elba, a Fetovaia, il record delle temperature dell´acqua superficiale (oltre 30 gradi) le fioriture algali non si presentarono. E´ evidente che le innocue alghe Cloroficee si sono sviluppate in maniera duratura ed abnorme perché in mare ci sono nutrienti in eccesso e probabilmente condizioni del fondale diverse rispetto alla situazione degli anni passati ed è anche indubbio che questo sia accaduto in seguito ad un ripascimento. Non è nemmeno un caso se dopo le piogge e il vento ferragostani il mare era ritornato temporaneamente trasparente grazie al rimescolamento delle acque superficiali».

Legambiente sollecita il comune di Campo nell´Elba ad organizzare un incontro con i cittadini, i turisti e la stampa per chiarire il fenomeno e rendere noti i dati in suo possesso, ma anche «a capire cosa sta succedendo e perché, ora e subito e senza aspettare l´autunno, quando le condizioni climatiche mutate non consentiranno di comprendere il fenomeno in atto, perché siamo convinti che se il mare verde si presentasse anche un altr´anno si trasformerebbe davvero in un danno per l´economia di Marina di Campo. Questo non è il momento delle accuse o dello scaricabarile, ma nemmeno delle minimizzazioni che non servono a rassicurare nessuno, ma dell´informazione capillare di cittadini e turisti sulla natura della fioritura algale e dell´assunzione delle responsabilità, in primo luogo da parte degli amministratori che hanno il dovere di informare e così di tranquillizzare».

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