[26/08/2008] Energia

Rimane (per ora) il divieto di vendere nucleare all´India

LIVORNO. Il Nuclear suppliers group (Nsg), che controlla le esportazioni di tecnologie nucleari nel mondo, non è riuscito a trovare un accordo per togliere il divieto di vendita di materiale nucleare all´India, Paese che non aderisce al Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp).

Uno smacco sia per New Delhi che per Washington, visto che India ed Usa hanno recentemente approvato un trattato di fornitura di combustibile e materiale nucleare fortemente avversato dalla sinistra indiana.
Un successo per i pacifisti e gli scienziati che chiedevano ai membri del Ngs di non aprire le porte ad un Paese non aderente al Tnp e già dotato di armi nucleari.

Comunque i 45 Paesi che fanno parte del Nsg si riuniranno nuovamente a settembre per cercare di ridurre le loro divergenze di opinioni sull´autorizzazione all´esportazione di combustibile e tecnologie nucleari all´India.

Favorevoli a togliere ogni divieto di forniture nucleari per l´India sono Usa, Francia e Russia, mentre ad opporsi con più forza sono state Austria, Irlanda, Norvegia, Nuova Zelanda, Olanda e Svizzera che hanno insistito per emendare la proposta di accordo presentata dagli Usa che riguarda la fine dell´embargo nucleare verso l´India. Il problema è che l´India ha fatto il suo primo esperimento nucleare militare già nel lontano maggio del 1974 e non mai firmato il Trattato di non proliferazione nucleare, ma le regole del Nsg vietano ogni commercio con i paesi non firmatari del Tnp.

L´accordo Usa-India prevede che il governo di New Delhi sia autorizzato ad acquistare tecnologie e combustibile nucleari se accetta di separare le installazioni militari da quelle civili e di mettere quest´ultime sotto il controllo dell´Agenzia internazionale dell´energia atomica (Iaea). La differenza dell´atteggiamento Usa (e francese) tra il dossier nucleare indiano e quello iraniano è più che evidente.

Il parlamento indiano ha recentemente approvato l´accordo nucleare con gli Usa al prezzo di una rottura del governio di centro-sinistra e l´Iaea ha prontamente fatto altrettanto, scatenando le ira dei pacifisti e degli antinuclearisti che sono giunti fino a chiedere il ritiro del Premio Nobel per la Pace ricevuto dall´Iaea proprio in virtù del rispertto del Tnp. manca solo il voto del Congresso Usa che però aspetta proprio la decisione del Nuclear suppliers group per approvare l´accordo.

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