[03/09/2008] Comunicati

La Tata, i comunisti difensori dell´auto del popolo, i contadini e i Naxaliti

LIVORNO. Il giorno dopo la sospensione dei lavori per la costruzione della fabbrica Tata dalla quale dovrebbe uscire la utilitaria supereconomica Nano (Nella foto), in India è la volta delle manifestazioni a favore della Tata. A capeggiarle é il Comunist party of India (marxist) che, insieme a 250 piccoli imprenditori locali che dovevano produrre accessori per la Nano, ha preso d´assalto con bastoni e pietre i militanti del Trinamol Congress, che capeggia le proteste, intimando al suo leader, Mamata Banerjee di lasciare Singur, dove dovrebbe sorgere la fabbrica della Nano.

La strana alleanza Cpi-M e padroncini vuole impedire che la Tata vada a fabbricare le utilitarie in altri luoghi dell´India, allontanata dalle proteste dei contadini espropriati della loro terra e dai partiti di opposizione, tanto che è già pronto un piano di delocalizzazione. In un comunicato la casa automobilistica indiana spiega: «Tata Motors è stata costretta a sospendere la costruzione e la messa in produzione della Nano nell´impianto di Singur a causa dei continui scontri e delle agitazioni nel sito».

I militanti del Trinamool Congress hanno bloccato gli impianti della Nano per 10 giorni di fila. La fabbrica avrebbe dovuto sorgere su 400 dei mille ettari che il governo locale (a guida comunista) aveva espropriato e poi generosamente concesso in affitto a prezzo stracciato alla Tata. Da allora non c´è più stata pace e i picchiatori del Cpi-M hanno scacciato i contadini ed hanno ottenuto una violenza uguale e contraria verso le maestranze. Una spirale di violenza utilizzata dalla grande industria indiana anche in altre occasioni, ma che stavolta che ha fatto scappare la Tata con armi e bagagli.

Secondo quanto scrive oggi The Indian Express, il governatore del Bengala Occidentale, Gopal Krishna Gandhi, starebbe cercando un mediatore neutrale per incontrarsi con il capo dei ribelli. Secondo Banerjee, l´unica soluzione è quella di restituire i 400 ettari espropriati ai piccoli agricoltori, dopo la Tata potrebbe riprendere anche i lavori. Il capo del Trinamool Congress ha anche detto che uomini armati hanno attaccato i manifestanti che bloccavano con un corteo la Durgapur Express highway per raggiungere il sito di Singur e che questi attacchi non permettono di incontrarsi col governatore GK Gandhi.

Samir Putatunda, presidente del Party for Democratic Socialism, alleato del Trinamool Congress, ha detto che questi attacchi sono fuori luogo e danneggiano l´atmosfera dei possibili colloqui. Il ministri indiano dell´industria pesante, Santosh Mohan Dev, se ne lava le mani: «Non interveniamo, non è affar nostro intervenire», così la grana è tutta degli ex alleati comunisti che pagano fino in fondo il no all´accordo Usa.-India sul nucleare.

«Ma perché Mamata Banerjee è così inflessibile nella sua opposizione al progetto Tata? - si chiede The Indian Express - Una risposta sta nel fatto che sta giocando il suo ruolo di opposizione politica, l´altra nel fatto che 21 gruppi lo hanno scavalcato saltando la fase politica». Si tratta di una coalizione chiamata People´s Secular Democratic Front, l´ala dura che secondo le autorità di Calcutta si è distinta per intimidazioni ai lavoratori della Tata e per picchettaggi trascesi nella violenza, formata da piccoli partiti poco presenti in Bengala Occidentale e da gruppi filo-Naxaliti (i temutissimi guerriglieri maoisti indiani) e Ong che sono uniti solo dalla rivolta contadina contro la Tata.

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