[03/09/2008] Energia

La Cina favorevole all´accordo nucleare Usa-India

LIVORNO. Dopo che il 22 agosto a Vienna i 45 membri del Nuclear suppliers group (Nsg) non hanno dato il via libera alle forniture atomiche necessarie per mandare avanti l´accordo Usa-India sul nucleare civile, perché l´India non aderisce al Trattato di non proliferazione nucleare, dalla Cina arriva un aiuto forse inaspettato ai suoi due più pericolosi concorrenti economici. L´agenzia ufficiale Xinhua riporta una dichiarazione della portavoce del ministro degli esteri di Pechino, Jiang Yu: «La Cina spera che il Gruppo dei fornitori nucleari trovi la maniera per stabilire un equilibrio tra non-proliferazione ed utilizzo pacifico dell´energia».

La dichiarazione della Jiang arriva alla vigilia di un nuovo ciclo di negoziati previsto per il 4 e 5 settembre a Vienna sulla cooperazione nucleare tra India ed Usa. «la Cina ha adottato una posizione coerente e chiara sulla questione della cooperazione nucleare tra India e Stati Uniti - ha detto Jiang - La Cina partecipa attivamente alle discussioni del Nsg. La Cina è convinta che tutti i Paesi hanno il diritto di utilizzare pacificamente l´energia nucleare e di condurre una cooperazione internazionale in accordo con l´obbligo di non-proliferazione. La cooperazione deve portare alla protezione della completezza e dell´efficacia del sistema di non-proliferazione internazionale (Tnp)».

La solidarietà e l´impegno cinese (che si scorda di dire che l´India ha già molto proliferato nel campo del nucleare militare) rischia di essere anche scomoda per gli Usa: se tutti hanno diritto a sviluppare il nucleare civile, perché non può farlo l´Iran che, a differenza dell´India, aderisce al Tnp? Cina, Usa ed India dovranno fare i conti con le forti perplessità di Paesi come Austria e Nuova Zelanda e con l´opposizione del Comunist party of India e della sinistra indiana che dicono che l´accordo è un duro colpo alla non-proliferazione nucleare.

Ma anche altri Pesi del Ngs parlano di operazione cosmetica e chiedono più garanzie. L´India invierà a Vienna una delegazione di alto livello, capeggiata dal ministro degli esteri Shivshankar Menon, per convincere i più recalcitranti, ma sarà difficile, visto che il ragionamento centrale è che ogni violazione del trattato Tnp è stata superata da accordi bilaterali.

Gli indiani hanno il terrore che l´accordo non venga ratificato dal Ngs prima delle elezioni americane e sanno che il Congresso Usa dopo sarebbe ancora più recalcitrante a dare il via libera ad un accordo nucleare fortemente voluto da Bush, anche se apre una breccia non da poco nella "coerenza" del ragionamento che vorrebbe impedire ad alcuni Paesi di accedere al nucleare mentre con altri già abbondantemente armati di ordigni atomici si fanno accordi e si mettono in piedi strategie. C´è da capire cosa i cinesi pensano di ottenere in cambio dal loro esplicito assenso, forse le solite mani libere in campo nucleare militare e civile?

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