[03/09/2008] Rifiuti

Inceneritore di Falascaia. Fra dolo, controlli ed esternazioni

LIVORNO. L’inchiesta della magistratura lucchese sulla possibile falsificazione dei dati relativi all’inceneritore di Falascaia a Pietrasanta si presta a diverse osservazioni. Intanto ci troviamo di fronte a un’ipotesi investigativa che come tale la procura lucchese dovrà accertare se rispondente al vero. In questo caso il passo successivo sarà quello di individuare le responsabilità di chi questo reato eventualmente ha commesso: cioè dimostrare che il presunto software installato per far rientrare sempre nei limiti di legge i dati sulle emissioni dell’inceneritore è stato messo lì da qualcuno individualmente oppure per conto dell’azienda che prima gestiva l’inceneritore, ovvero la Tev termomeccanica che poi ha vebnduto l’impianto ai francesi di Veolia, autori dell’esposto in procura.

Stando così le cose saremmo in presenza di un dolo (ancora da accertare ovviamente) commesso da un ente privato ai danni sì di un altro privato che ha comprato un prodotto non rispondente a quanto promesso, ma soprattutto a danno dei cittadini e degli enti pubblici locali che dei cittadini sono i rappresentanti: Comune, Provinia, Regione potrebbero infatti decidere di costituirsi parte civile in un eventuale processo a carico della Tev o del singolo individuo accusato di aver manomesso l’impianto.

Da qui a mettere in croce l’intero sistema di gestione dei rifiuti in Toscana appare francamente una forzatura, di fronte al dolo commesso da un’azienda o addirittura da un dipendente di un’azienda che fa parte di un sistema privato (perché Veolia, almeno teoricamente, oggi rappresenta la parte sana di questo sistema) che offre un servizio al pubblico.

La domanda corretta è: cosa potevano fare gli enti pubblici per impedire che questo dolo avvenisse? O ancora meglio, potevano fare qualcosa?

L’Arpat ha fatto i suoi controlli (secondo quanto stabilito dalle linee guida della Regione) e quando ha verificato le infrazioni ai limiti ne ha dato comunicazione alla Provincia, che è poi l’ente che ha la competenza in materia per decidere eventuali analisi suppletive, che verificherà le condizioni per eventuali sospensioni o chiusure dell’attività, così come di far ripartire l’impianto quando saranno date le giuste garanzie di funzionamento corretto.

Provare il dolo, e individuare le responsabilità spetta agli investigatori, così come alla magistratura spetta il compito di condannare e di indicare l’eventuale risarcimento. Ai media il compito di informare sull’evolversi della vicenda. Cosa non facile, francamente, di fronte alla ridda di interpretazioni e allusioni che vengono dalle stesse classi dirigenti.

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