[04/09/2008] Parchi

I vietnamiti fanno strage di tartarughe marine filippine

LIVORNO. Una nave militare filippina si è trovata davanti una brutta sorpresa dopo aver abbordato un peschereccio vietnamita 80 chilometri da Malampaya, un centro costiero dell´isola di Palawan: nelle stive c´erano 101 esemplari morti di tartarughe marine embricate (Eretmochelys imbricata) pronte per essere smerciate nei mercati vietnamiti e cinesi.

Le tartarughe embricate, che possono raggiungere gli 80 chili di peso, sono morte letteralmente schiacciate e soffocate nella stiva nella quale erano state buttate dai 13 uomini dell´equipaggio vietnamita. RJ De la Calzada, del Wwf Philippines, ha detto sconsolato che «Ancora una volta, cittadini stranieri hanno invaso le acque delle Filippine per saccheggiare la nostra nazione delle sue risorse marine in diminuzione. E´ disperante pensare che mentre noi lavoriamo per salvare questi animali, questi vengono macellati all´ingrosso».

Le tartarughe embricate sono da sempre cacciate per la loro carne e per il loro carapace con il quale si fabbricano montature per occhiali, pettini souvenir e veri e propri gioielli. Una caccia che ha portato le tartarughe embricate a fare ingresso nell´appendice I della Convention on international trade in endangered species (Cites), che ne vieta il commercio internazionale e ad essere classificate come "Critically Endangered" nella Lista Rossa dell´Iucn. Nelle Filippine è illegale catturare e uccidere le tartarughe marine e commerciare prodotti derivati da questi rettili.

I vietnamiti sembrano i più assidui bracconieri stranieri del mare filippino: nel 2007 le autorità di Manila hanno recuperato 200 tartarughe verdi pescate nel mare di Sulu e due anni fa ben 359 tartarughe marine embricate sono state sequestrate a una nave di bracconieri cinesi (Nella foto).

Secondo De la Calzada «L´elenco prosegue, anche perché, non a caso, nessuno ha mai ricevuto una vera condanna. La scoperta dei bracconieri vietnamiti non è stata la prima e non sarà l´ultima». Intanto il Wwf chiede che almeno sia comminato ai bracconieri vietnamiti il massimo delle sanzioni pecuniarie previste per la violazione della Wildlife conservation act delle Filippine che prevede una multa fino ad un milione di pesos (21.500 dollari) e fino a 6 anni di carcere.

Dave Valdes, presidente del Wwf Philippines, condanna «Un tale palese bracconaggio della vita marina protetta livello internazionale e spera che il governo filippino, finalmente, abbia la volontà di fare giustizia nei confronti di stranieri bracconieri che ignorano sia le leggi locali che quelle internazionale leggi».

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