[05/09/2008] Energia

Il Québec non vuole il petrolio delle sabbie bituminose canadesi

LIVORNO. Per la prima volta, il petrolio estratto dalle sabbie bituminose del Canada potrebbe arrivare direttamente in Quebec, ma nella grande provincia francofona non sembra molto gradito.
L´impresa Enbridge vorrebbe modificare le sue installazioni per portare direttamente con le condotte il petrolio estratto dalla sabbie dell´Alberta fino sulle coste atlantiche del Canada, ma i Québécois non vogliono aver a che fare con un greggio ritenuto estremamente inquinante.

Secondo "La Presse", il progetto "Trailbreaker" dovrebbe essere presentato a novembre all´Office national de l´énergie e prevederebbe di collegare entro il 2010 con una condotta petrolifera che dovrebbe collegare Fort McMurray a Sarnia, in Ontario, e poi a Montréal, una certa quantità di petrolio dovrebbe dirigersi anche a sud, verso gli Usa. Il tutto dovrebbe costare 100 milioni di dollari.

Ma l´intero progetto Trailbreaker, dovrebbe costare 346 milioni di dollari per raggiungere lo stato Usa del Maine e il più ambizioso "Texas access" arriverebbe a circa 2,6 miliardi per portare il petrolio delle sabbie bituminose canadesi nel grande Stato meridionale degli Usa entro il 2014.

La reazione degli ecologisti del Québec non si è fatta attendere: hanno chiesto al governo provinciale di opporsi alla realizzazione della nuova pipeline che dovrebbe trasportare 80000 barili al giorno di petrolio bituminoso fino alle raffinerie Shell, Esso e di Petro-Canada che sorgono ad est di Montréal.

Per Matt Price, di Environmental defence, «I Québécois devono dire alto e forte no a questo petrolio, certamente il più sporco del pianeta, devono insorgere. Da sole, le sabbie bituminose annulleranno tutti gli sforzi della provincia in materia climatica».

Secondo gli esperti, gli ecologisti possono mettersi il cuore in pace: l´impresa petrolifera dell´Alberta non avrà nessuna difficoltà ad ottenere l´autorizzazione, visto che l´Office national de l´énergie ha già approvato nel 1999 la pipeline 9 che si dirige già da Sarnia verso Montréal.

I petrolieri minimizzano e ricordano che il Québec attualmente importa quasi tutto il suo petrolio dall´Algeria e dal Mare del Nord, che secondo loro sarebbe tre volte più inquinante di quello estratto dalle sabbie bituminose dell´Alberta, che nascondono la più importante riserva di petrolio conosciuta dopo quella dell´Arabia Saudita. Una tesi davvero ardita, visto che il petrolio delle sabbie bituminose è carissimo da estrarre, richiede enormi investimenti ed impatti ambientali notevoli, con distruzione di foreste boreali, consumo di acqua insostenibile, fuoriuscite massicce di gas naturale ed emissioni inquinanti nell´area e nelle falde idriche.

Karel Mayrand, direttore della Fondation David Suzuki, ha detto preoccupato a "La presse" che «Il governo del Québec deve intervenire per escludere le fonti di petrolio fortemente inquinante o che distruggono gli ecosistemi boreali. La California e il governo americano hanno già escluso le sabbie bituminose. Il Québec dovrebbe fare altrettanto»

Il portavoce di Endbridge, Curt Boechler, risponde: «Noi stimiamo che esista un bisogno del nostro prodotto nell´est dell´America del nord, in Ontario, in Québec, nelle coste e nel nord-est degli Stati Uniti».

Secondo Bernard Bigras, esponente del partito indipendentista Bloc québécois, questo petrolio sporco non è necessario: «La strategia energetica del Québec deve fondarsi su una riduzione della nostra dipendenza dal petrolio e non puntare ad accrescerne l´´approvvigionamento».

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