[01/10/2008] Energia

Le pale eoliche non disturbano gli uccelli dei campi

LIVORNO. Il Journal of Applied Ecology pubblica uno studio della università britannica di Newcastle dal quale emerge che le pale eoliche non sono una minaccia per le popolazioni di uccelli, come invece temono diverse associazioni ambientaliste. Lo studio contiene una serie di prove che dimostrano come le file di grandi turbine eoliche non disturbano, se non marginalmente e per alcune specie, l´avifauna. A redigere il rapporto è stato redatto da Mark Wittingham (Nella foto) che suggerisce che «i terreni agricoli potrebbero essere un buon posto per ospitare le pale eoliche in futuro, senza molta paura per l´effetto sulla popolazione locale di uccelli».

L´indagine dei ricercatori si è svolta sui terreni agricoli intorno a due parchi eolici in East Anglia, nel sud-est dell´Inghilterra. I dati sono stati rilevati in 11 occasioni nei mesi di gennaio e febbraio del 2007, camminando attraverso i terreni coltivati, contando ed identificando gli uccelli nei loro spostamenti all´aperto e verso le siepi. Secondo lo studio, riportato anche da New Scientist, «tutte le specie, tra le quali diverse incluse nella Lista Rossa delle specie minacciate di estinzione, sono state ritrovate in numero uguale in tutta l´area», in un raggio tra i 150 metri e i 750 metri a partire dalle turbine.

La sorpresa è venuta solo dai fagiani (Phasianus colchicus) che sembrano essersi trasferiti lontano dalle turbine. Ma non si tratta certo di una grave perdita ecologica, visto che il fagiano comune è stato importato in Europa a scopo venatorio. Comunque, non è del tutto chiaro perché i fagiani vengano disturbati dalle pale eoliche molto più di allodole, corvi ed uccelli dei campi. Secondo i ricercatori, i fagiani potrebbero non essere in grado di effettuare virate e voli rapidi per evitare le pale, quindi preferirebbero andare a razzolare altrove.

Naturalmente gli scienziati inglesi non negano che vi sia stato un calo della presenza di uccelli rapaci in seguito alla realizzazione di grandi impianti eolici in Swezia, Nova Scotia e Spagna, ma dicono anche che le pale eoliche possono essere messe in opera in maniera giudiziosa e con il minimo impatto sulla biodiversità. Cath Harris, della Royal Society for the protection of bird della Gran Bretagna, dice che gli uccelli dei terreni agricoli rappresentano un problema diverso rispetto ai rapaci «Il loro volo rapido e manovrabile potrebbe rendere meno probabile che si scontrino con pale di una turbina eolica».

Uno degli autori dello studio, Matthew Denny, un consulente ecologico della Baker Shepherd Gillespie di Oxford, spiega su New Scientist: «Pensavamo che il movimento delle pale o la semplice presenza delle turbine potessero costituire più di un problema per gli uccelli dei terreni agricoli uccelli. I risultati del team di Newcastle suggeriscono che non è così. Questo sembra essere molto promettente in termini di ricerca di aree in cui le pale eoliche potrebbero essere erette senza compromettere la biodiversità. Questo è solo il primo pezzo di una ricerca sugli uccelli dei terreni agricoli. E´ molto interessante, ed è solo un inizio.

Ora occorrono altri fondi per estendere lo studio al periodo critico della nidificazione. Ma esistono già dati sull´impatto del rumore generato dagli impianti eolici durante la stagione riproduttiva, quando gli uccelli hanno bisogno di far sentire il loro canto per attrarre il partner o segnare il territorio. Studi realizzati in America del nord ed in Europa suggeriscono che il rumore potrebbe interferire con il comportamento degli uccelli e, eventualmente, con l´accoppiamento. Gli uccelli che vivono in posti "tranquilli" avrebbero più successo riproduttivo. Ma è anche vero che gli uccelli che vivono in città, con un rumore di fondo molto più forte del fruscio prodotto dalle pale eoliche, si riproducono ugualmente con successo e che hanno adottato un "trucco": cantano con voce più forte dei loro cugini di campagna.

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