[06/10/2008] Energia

LŽIaea chiede denuclearizzazione Medio Oriente e approva nuovo indice Ines

LIVORNO. La cinquantaduesima conferenza generale dellŽInternational atomic energy agency (Iaea) si è chiusa a Vienna con lŽappello a realizzare entro il 2020 una regione denuclearizzata in Medio Oriente. Hanno votato a favore 82 Paesi. Peccato che tra i 13 Stati che non hanno partecipato allŽapprovazione della mozione ci fossero anche Israele, che le bombe atomiche ce le ha già (anche se nega ancora di averle), e il suo grande protettore e fornitore di tecnologia atomica, gli Stati Uniti dŽAmerica.

In questo contesto di negazione ed assenza è suonata quanto meno contraddittoria le reiterazione delle accuse allŽIran di voler sviluppare, sotto la copertura del nucleare civile, armi atomiche e ancor più stridente che a sollevare la questione siano stati proprio americani ed israeliani.

Alla conferenza dellŽIaea erano presenti più di 1.400 rappresentanti dei 140 Stati membri. che hanno anche approvato risoluzioni che mettono a punto i programmi dellŽAgenzia nucleare nei settori della sicurezza, delle applicazioni in campo nucleare e del trasferimento delle tecnologie ed ha eletto 11 nuovi membri del consiglio con un mandato di due anni: Afghanistan, lŽArgentina, Burkina Faso, Cuba, Egitto, Malaysia, Nuova Zelanda , Romania, Spagna, Turchia ed Uruguay.

A Vienna è stato anche approvato il nuovo "International nuclear and radiological event scale" (Ines, nellŽimmagine), lŽindice che valuta la sicurezza degli eventi e degli incidenti radiologici e nucleari, rivolto sia alla comunità tecnico-scientifica che allŽopinione pubblica. La conferenza Iaea ha invitato gli Stati membri a designare urgentemente un ufficio nazionale Ines e ad utilizzare il nuovo indice.

Rejane Spiegelberg-Planer, officier Ines dellŽIaea, spiega che «Il nuovo Ines è il risultato di un approfondito processo di revisione che ha coinvolto in approfondite discussioni gli Stati membri partecipanti. Oltre 63 Paesi utilizzano lŽInes per classificare la gravità degli eventi associati al trasporto, stoccaggio ed utilizzo di materiali radioattivi ed alle sorgenti di radiazioni, sia che queste si verifichino o meno in un impianto».

Il sudafricano A.K. Stott, presidente del comitato consultivo Ines, ha anticipato che il nuovo manuale Ines dovrebbe essere disponibile entro il 2009 e sarà ampiamente utilizzato dagli Stati membri, diventando così lŽindice mondiale per mettere nella giusta prospettiva lŽimportanza della sicurezza delle centrali nucleari e degli eventi radioattivi.

LŽIaea ha anche inaugurato lŽInternational seismic safety centre (Issc), un centro internazionale di coordinamento per la protezione degli impianti nucleari dai terremoti. Ha fatto evidentemente paura il sisma che nel 2007 ha danneggiato la "invulnerabile" centrale nucleare di Kashiwazaki-Kariwa in Giappone che secondo lŽIaea «dimostra il bisogno di una collaborazione internazionale per proteggere le installazioni nucleari dagli effetti sismici».

LŽIssc fornirà assistenza ai Paesi nel corso della valutazione del rischio sismico per gli impianti nucleari, al fine di attenuare le conseguenze dei terremoti. Una cosa che dovrebbe interessare molto la nouvelle vague nucleare di un Paese tra i più a rischio terremoti del mondo come lŽItalia. Non è un caso che i soldi per realizzare il centro Issc li abbiano messi Giappone ed Usa.

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