[06/10/2008] Parchi

Il Dow Jones della biodiversità

BARCELLONA. Il Sampled red list index (Srli) presentato oggi a Barcellona è stato definito l´indice Dow Jones della biodiversità, forse anche perchè troppi "titoli" sono al ribasso. Si tratta comunque di una nuova iniziativa legata alla Lista Rossa dell´Iucn messa a punto con la Società zoologica di Londra e che secondo gli ideatori «permetterà una vera rivoluzione nella nostra comprensione dello stato di conservazione delle specie del pianeta.

Questo strumento trae un campione aleatorio di specie di un gruppo tassonomico dato per calcolare le tendenze dei rischi di estinzione all´interno di questo gruppo, un po´ come un sondaggio degli elettori all´uscita dalle urne permette di calcolare le tendenze del voto. E´ così possibile seguire il destino di quelle specie, come il Dow Jones segue l´evoluzione dei mercati finanziari».

Anche se le specie inserite nella Red List dell´Iucn aumentano ogni anno, le valutazioni rimangono generalmente ristrette ai gruppi più conosciuti, soprattutto uccelli e mammiferi. In realtà, si conosce lo stato di conservazione di meno del 4% della biodiversità conosciuta dell´intero pianeta.

Secondo l´Iucn «Non è possibile continuare a fiondare le decisioni sulla conservazione su un sotto-insieme così ristretto di specie. il Sampled red list index, più rappresentativo della biodiversità mondiale, permette di avere una visione più completa della situazione».

Una situazione che al Congresso mondiale di Barcellona sta emergendo in tutta la sua gravità: la Lista Rossa comprende ormai 44.838 specie, delle quali 16.928 sono minacciate di estinzione (il 38%), tra quest´iltime 3.246 sono nella categoria "in pericolo critico di estinzione", 4.770 sono in "pericolo" e 8.912 "vulnerabili".

Nella lista dell´Iucn sono apparsi per la prima volta nuovi gruppi di specie.

Le manie umane sono a volte sorprendenti: le migali indiane, grossi ragni, sono minacciate dal collezionismo e dal commercio di animali da compagnia, ma anche dalla perdita di habitat e dalla costruzione di strade, così la migale ornamentale di Rameshwaram (Poecilotheria hanumavilasumica, nella foto) è classificata in "pericolo critico".

Nella Lista Rossa sono entrate per la prima volta tutte le 161 specie di cernie conosciute, 20 delle quali sono minacciate di estinzione. La cernia coda squadrata (Plectropomus areolatus) che vive nelle barriere coralline dell´ indo-pacifico, è stata inserita nella categoria "vulnerabile" a causa della sovrapesca, ma i nostri supermercati e le nostre tavole occidentali sono una minaccia per tutte le cernie del pianeta.

Gli anfibi sono nel bel mezzo di una vera e propria estinzione di massa: 366 specie sono state aggiunte alla Red List portando così a 1.983 gli anfibi minacciati, il 3 % del totale delle loro specie.

In Costa Rica, il rospo di Holdridge (Incilius holdridgei), una specie endemica, si è estinto.

Tra i nuovi rettili entrati loro malgrado nella LIsta Rossa c´è la lucertola gigante di La Palma (Gallotia auaritae), ma stavolta si tratta di un successo: questa lucertola delle Canarie si credeva estinta da oltre 500 anni, ma è stata "riscoperta" l´anno scorso e subito classificata "in pericolo critico di estinzione". Il coccodrillo di Cuba è invece ormai vicino all´estinzione a causa del bracconaggio per la carne e per la pelle rivenduta sul mercato clandestino degli accessori della moda.

Nonostante tutto, è fiducioso Jonathan Baillie, direttore del programma conservazione della Società zoologica di Londra: «In materia di conservazione stiamo appena uscendo dalle tenebre dell´ignoranza: non abbiamo dati che per un sotto-insieme limitato di specie. Per il futuro allargheremo la conoscenza ad una più grande varietà di gruppi di specie, il che ci permetterà di consigliare ed aiutare i decisori in maniera più obiettiva e più rappresentativa».

Il Srli I utilizza un campione di almeno 1500 specie di diversi gruppi e quest´anno include oltre ai vertebrati terrestri anche specie meno conosciute come i granchi d´acqua dolce, uno dei quali l´Afrithelphusa monodosa dell´Africa occidentale era totalmente sconosciuto agli scienziati fino a poco tempo fa, ma nel 2005 fu subito classificato "in pericolo" causa di deforestazioni e dell´agricoltura intensiva nell´ecosistema forestale dell´Alta-Guinea.

In futuro il nuovo indice Iucn si estenderà a coleotteri, molluschi, funghi e diverse specie vegetali.

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