[07/10/2008] Consumo

Il Wwf a Zaia: «Italia fuorilegge per il tonno rosso»

ROMA. Secondo un dossier del Wwf lanciato oggi in tutto il mondo e commissionato a una società di consulenza indipendente che ha svolto un´indagine a tutto campo, «La gestione della pesca del tonno rosso è insostenibile e totalmente fuori controllo in Italia. Un´illegalità diffusa e reiterata negli anni dovuta a mancati controlli, pescherecci pirata e porti fantasma, trasferimenti non registrati di tonni vivi in allevamenti all´estero, mercati irregolari, criminalità organizzata presente e operante sui mercati remunerativi del tonno rosso, registrazioni di vendite e catture improprie e fuori dal dettato comunitario».

La ricerca verrà consegnata al ministro delle politiche agricole e forestali Luca Zaia (nella foto), alla Commissione pesca dell´Ue, alle autorità preposte ai controlli. Secondo il dossier le imbarcazioni italiane registrate e autorizzate alla pesca e all´allevamento del tonno rosso sono 185, ma «dall´indagine svolta in mare e nei porti dai consulenti del Wwf la flotta coinvolta nella stagione 2008 conta 283 unità, di cui 27 parangali, 162 tonnare volanti (reti a circuizione), 73 reti a strascico e 21 rimorchiatori, 47 delle quali prive di sistemi di monitoraggio, 160 sprovviste di licenze di pesca per tonno rosso, 82 mai inserite nei registri dell´Iccat (Commissione Internazionale per la Conservazione del Tonno Atlantico) nel 2008».

Secondo il rapporto della Commissione scientifica dell´Iccat reso noto la settimana scorsa, nel 2007 nel Mediterraneo si sarebbero pescate 61.000 tonnellate di tonno rosso, il doppio della quota legale, intaccando ancora unno stock riproduttivo che è ornai al 36% rispetto a 30 anni fa.

Eppure il governo italiano si era adirato quando la scorsa estate l´Ue aveva deciso di chiudere la stagione di pesca del tonno con due settimane di anticipo: il ministro Zaia disse che così si impediva all´Italia di raggiungere le quote fissate dall´Iccat di 4162,71 tonnellate. Secondo il Wwf i pescatori italiani avrebbero invece pescato minimo 700 tonnellate di tonno in più rispetto a quanto detto da Zaia.

Il presidente del Wwf Italia, Enzo Venini, sottolinea che «Dopo un drammatico 2007 con quote di pescato eccedenti il 40% le quantità assegnate, al tonno rosso, in Italia, è andata meglio quest´anno, grazie alla decisione dell´UE di chiudere la stagione di pesca con 2 settimane di anticipo. Dai dati che abbiamo potuto incrociare, quest´anno si sono pescate come minimo 700 tonnellate in più, mentre nell´anno precedente la quota eccedente ammontava a 1.653 tonnellate (e non 327 come i dati ufficiali dicono). Ma il dossier che consegneremo al Ministro Zaia, alla Commissione Pesca dell´Ue e alle autorità preposte al controllo dice di più. Molte quantità di pescato di pregio, tra cui rientra il tonno rosso, non viene registrato nei porti al momento dello sbarco: a Pozzuoli, Vibo Valentia, Portopalo e Cetraro, nel 2008 non è stato registrato neppure un tonno rosso. Altre quantità sono vendute illegalmente in mercati chiusi per infiltrazioni mafiose. Le catture in mare sono svolte con metodi fuori legge, vale a dire con l´ausilio di aerei d´avvistamento. Altre quantità consistenti, è provato che siano trasferite vive in fattorie al largo della Croazia, di Malta e della Tunisia. Ma non tutto il tonno trasferito è stato registrato. Lo scenario obbliga tutti gli attori coinvolti a smettere ipocrisie e scorciatoie. La popolazione del tonno rosso è prossimo al collasso commerciale e questo è dovuto a chi gestisce in modo non sostenibile e senza scrupoli la pesca. Il Wwf chiede dunque una moratoria di 3 anni sulla pesca del tonno rosso in Mediterraneo e invita il Ministro Zaia a ritirare il ricorso presentato presso la Corte europea, per chiedere di rivedere le decisioni prese. Con il nostro dossier, da oggi Ministro, Commissione e autorità avranno uno strumento in più per capire quanto fuori controllo sia la pesca di questa specie, avranno dati e notizie per poter avviare indagini contro illegalità e irregolarità di ogni genere. E´ chiaro che siamo al fianco di tutti i settori della pesca che svolgono la loro attività rispettando le leggi e in maniera sostenibile. Ci auguriamo di incontrare il loro consenso e la loro alleanza. In sostanza è in gioco il loro futuro, non solo quello del tonno».

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