[08/10/2008] Comunicati

Formula greenwashing: bolidi con ruote verdi...ma non solo

LIVORNO. Potrebbe far molto sorridere l’iniziativa intrapresa dalla Federazione automobilistica e Bridgestone, di dipingere di verde le scanalature di tutte le gomme che i bolidi della Formula uno utilizzeranno nel prossimo gran premio del Giappone, in programma domenica. L’iniziativa rientra a pieno titolo in una politica di greenwashing, visto che pur inserendosi nella campagna `Rendiamo le vetture più pulite`, lanciata nel mese di giugno dalla Fia, non si capisce come una mano di vernice verde possa contribuire a rendere più efficienti e meno energivore le vettore del circus. Pensare poi che appena una decina di giorni fa si è corso il gran premio di Singapore per la prima volta in notturna, con un dispendio enorme di illuminazione pubblica per garantire la sicurezza del percorso (ma soprattutto per garantire la spettacolarizzazione dell’evento), fa cascare le braccia.

Eppure non si tratta solo di una trovata pubblicitaria, se è vero che a partire dai prossimi anni anche la Formula uno – che rappresenta lo spreco per eccellenza tra carburanti, motori, treni di gomme e tutto l’apparato che si porta dietro a ogni gran premio - dovrà adeguarsi a ridurre il proprio impatto, puntando su tecnologie ibride, visto che lo sviluppo dei motori è stato bloccato e quindi si cercherà di orientare le tecnologie verso una maggiore efficienza, nella speranza che queste ricerche possano poi essere sfruttate anche a livello commerciale: Il 5 giugno scorso, in occasione della presentazione di questa lodevole iniziativa, la Fia, tramite le parole del presidente Mosley, aveva precisato: «La Fia vuole assicurarsi che i futuri investimenti fatti nella Formula 1 serviranno a sviluppare tecnologie in gradi di tornare utili al grande pubblico». Per la prossima stagione, in osservanza dei progetti ambientalisti, le monoposto si avvarranno anche del Kers, un nuovo sistema per ricavare energia dai freni delle vetture, che darà più potenza in fase di accelerazione. Questa tecnologia, che permette di risparmiare carburante, potrebbe essere utilizzata dall’industria dell’auto.

«Nella F1 del 2009 bisogna guardare all’ibrido – ha detto Mosley - poiché è la prima fase di un programma per indirizzare la ricerca ai vertici dello sport verso il problema del rendimento energetico. Lo sviluppo dei motori è stato congelato e questo vuol dire che la potenza in più può essere ottenuta soltanto facendo un uso migliore dell’energia, o migliorando il rendimento del combustibile bruciato. Abbiamo chiamato Kers (sistema cinetico di recupero di energia) questo dispositivo che dovrebbe rivoluzionare la F1, rendendola anche più compatibile con l’ambiente». Il Kers, applicato al sistema frenante, recupera quindi l’energia dissipata dai freni sotto forma di calore, convertendola in energia meccanica da restituire al pilota. Il risparmio andrebbe così ad incidere sul quantitativo di benzina consumata, traducendosi in minori emissioni di diossido di carbonio. «Poossiamo assicurare – ha concluso Mosley – che eccezionali ingegneri ed importanti budget sono stati spesi per rendere disponibile, per la Formula 1, tecnologie di recupero energetico che sono dirette all’industria dell’automobile per ridurre le emissioni di CO2».

Nell’attesa quindi contentiamoci delle gomme dipinte di verde, e della carrozzeria ambientalista della Honda Racing F1 Team che dallo scorso anno collabora con le principali associazioni impegnate nella tutela dell’ambiente a livello mondiale per affinare l’attuale etica ecologista di Honda nel contesto dello sport motoristico più seguito, prestigioso (e impattante!) del pianeta.

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