[08/10/2008] Acqua

Cispel: ecco perchè in Toscana la tariffa dell´acqua è alta

FIRENZE. Era prevedibile che l’interesse della stampa all’indomani della presentazione della ricerca di Cittadinanzattiva sulle tariffe dell’acqua si focalizzasse sul fatto che in Toscana il costo del servizio idrico integrato è un po’ più alto che in altre regioni. Certamente fa più notizia parlare solo di tariffe che analizzare le ragioni industriali e normative della gestione dell’acqua. E’ importante invece sottolineare che la Toscana, insieme ad Umbria, Emilia Romagna, presenta tariffe idriche più alte del resto d’Italia perché in queste regioni da più tempo si è applicata la Legge Galli, passando dal sistema tariffario Cipe al metodo normalizzato. I Comuni e i gestori che applicano il metodo tariffario CIPE non sono obbligati a coprire i costi e hanno tariffe bloccate dal 2003. Il metodo normalizzato invece prevede che la tariffa copra tutti i costi, compreso quello della depurazione, secondo giuste norme europee che prevedono che chi inquina paghi, sostenga tutti gli investimenti con incrementi tariffari ammessi annui fino al 5 % e si adegui automaticamente all’inflazione programmata. Va inoltre detto che le tariffe sono decise dalle Autorità di Ambito per un lungo periodo di tempo (Piani di ambito di 20-25 anni) e non dai gestori.

Ritengo davvero sconcertante il fatto che in numerose aree del Paese non sia ancora applicata una tariffa che copra i costi del servizio e che un servizio fondamentale come quello idrico, preveda ancora gestioni comunali frammentate, che non consentono di fare investimenti, con la conseguenza di avere sì tariffe basse ma ferme da anni e una rete idrica con una dispersione di oltre il 50%. Le tariffe basse non sono frutto dell’efficienza, ma di una modalità arretrata e sbagliata di regolare il sistema.

In Toscana le aziende hanno fatto negli ultimi anni, milioni di euro di investimenti, stanziando 3,4 miliardi di euro grazie ai quali si stanno raggiungendo gli standard ambientali e di servizio previsti dalla legge nazionale e comunitaria. La preoccupazione dovrebbe semmai essere quella che con le tariffe esistenti, nemmeno in Toscana riusciremmo a fronteggiare l’“emergenza clima” e le conseguenti siccità con cui da qualche anno facciamo i conti. Occorrono risorse finanziarie aggiuntive per mettere in sicurezza l’approvvigionamento idrico, visto la mole degli investimenti necessari ed il fatto che non tutto può andare in tariffa. Sono necessarie una serie di infrastrutture come gli invasi, le dorsali di collegamento tra ambiti, i dissalatori sulla costa per cui sono necessari investimenti aggiuntivi per 900 milioni di euro. La Regione Toscana ha assunto queste richieste e sta programmando, compatibilmente con le risorse di bilancio, alcuni di questi investimenti.

Un altro fatto importante avvenuto grazie a questa politica è quello che i cittadini toscani stanno acquistando meno acqua in bottiglia e stanno usando di più l’“acqua del sindaco”. Condivido che il sistema tariffario oggi penalizza le famiglie numerose e quelle a basso reddito. Su questo punto le preoccupazioni delle associazioni dei consumatori sono anche le nostre e abbiamo sempre chiesto l’adeguamento normativo, introducendo sistemi di agevolazione tariffaria per le utenze deboli e un diverso calcolo degli scaglioni per classe di consumo.

* Alfredo De Girolamo è presidente Cispel Confservizi Toscana

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