[09/10/2008] Parchi

I cambiamenti climatici spingono le specie verso l´estinzione

BARCELLONA. Secondo i primi risultati di uno studio dell´Iuc presentato al World conservation congress di Barcellona dalla Species survival commission, il 35% degli uccelli del pianeta, il 52% degli anfibi ed il 71% dei coralli delle barriere coralline dei mari caldi sono particolarmente sensibili ai cambiamenti climatici.Il rapporto "Species susceptibility to climate change impacts" indica oltre 90 caratteristiche biologiche che possono rendere le specie vulnerabili al global warming: «3.438 specie di uccelli, tra le 9.856 specie esistenti nel mondo, presentano almeno una delle caratteristiche che le rendono sensibili al cambiamento climatico. Gli uccelli marini (albatros, pinguini, petrelli e berte) rischiano tutti di essere colpiti dal cambiamento climatico, mentre altri, come gli aironi, le garzette, i falchi pescatori, i nibbi, i falchi e le aquile sarebbero meno sensibili».

Wendy Foden, del programma specie dell´Iucn, ha spiegato che «E´ la prima volta che viene effettuata una valutazione sistematica della sensibilità delle specie al cambiamento climatico. Il climate change è già qui, ma attualmente il mondo della conservazione ha molti pochi elementi che permettano di identificare le specie più vulnerabili».

Secondo lo studio, 3.217 delle 6.222 specie di anfibi del mondo rischiano di pagare molto caro gli effetti del riscaldamento globale: «3 famigli di salamandre potrebbero essere particolarmente sensibili, mentre tra l´80 e il 100% delle rane delle Seychelles, delle rane indiane, delle rane terricole australiane, dei rospi cornuti e delle rane di vetro sono valutate come sensibili».

E´ la conferma che le specie che hanno bisogni di habitat specializzati, come quelle le cui larve si sviluppano nell´acqua, o quelle che non possono spostarsi a causa di insormontabili barriere come le vaste distese d´acqua, o quelle i cui habitat sono stati trasformati dall´uomo, sono le più in pericolo.

Secondo la Lista Rossa dell´Iucn il 32% delle specie di anfibi è a rischio di estinzione, tra queste il 75% è sensibile ai cambiamenti climatici, mentre tra le specie non minacciate lo sono "solo" il 41%. Il rapporto Iucn dimostra che 566 delle 799 specie di coralli endemici delle barriere coralline rischiano di essere duramente colpite dal cambiamento climatico: «La famiglia degli Acroporidae, che include i coralli "corna di cervo", presenta un numero particolarmente elevato di specie sensibili, mentre la famiglia dei Fungiidae, che include i coralli "fungo", così come la famiglia dei Mussidae, che include alcuni corali cervello, sono toccati relativamente poco».

I coralli sono particolarmente colpiti a causa della loro sensibilità all´aumento della temperatura del mare, alla sedimentazione ed ai danni fisici dovuti all´aumento del numero e dell´intensità delle tempeste e dei cicloni. Impatti sempre più frequenti che si vanno ad aggiungere alla bassa capacità di dispersione e di colonizzazione dei coralli.

Jean-Christophe Vié, direttore aggiunto del Programma specie dell´Iucn, spiega che «C´è una forte correlazione tra il numero di anfibi ed uccelli minacciati (di estinzione) e quelli che sono sensibili al cambiamento climatico. Il global warming può causare un brusco aumento del rischio e del ritmo di estinzione per le specie già minacciate. Ma noi speriamo così di mettere l´accento sulle specie che non sono ancora minacciate, ma che potrebbero diventarlo rapidamente se il cambiamento climatico s´intensificherà. In questo modo speriamo di promuovere azioni di conservazione preventive e quindi più efficaci».

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