[10/10/2008] Urbanistica

Anche An allŽattacco sul Peep dellŽElba

LIVORNO. Dopo lŽintervista di Greenreport allŽassessore alla politiche casa della Toscana, Eugenio Baronti, sui Piani di edilizia economica e popolare (Peep ) trasformati in seconde case, allŽElba sembra riesplodere il caso sollevato con caparbietà da Legambiente che ora dice che «non solo si vendono case Peep sul libero mercato, ma chi le vende assicura lŽottenimento della resisdenza che spetterebbe a comuni concedere, e deli relativi sgravi fiscali».

Sulla questione interviene Marcella Amadio, consigliere regionale di Alleanza nazionale che chiede «Subito una sottocommissione, allŽinterno della Commissione dŽinchiesta sullŽemergenza abitativa della regione Toscana di cui faccio parte, per indagare sulle irregolarità perpetrate allŽElba sugli alloggi Peep».

Alla luce di quello che si configura come lŽennesimo scandalo legato alla vendita di appartamenti di edilizia residenziale pubblica a moŽ di case vacanza. Un illecito che se ne porta dietro un altro: quello delle residenze fittizie, con gli alloggi Peep a figurare da prima casa ma che poi rimangono chiusi per tutta la stagione invernale riaprendosi magicamente sotto il sole dŽestate.

Non è la prima volta che allŽIsola dŽElba si verifica il caso di alloggi Peep, ovvero di edilizia popolare riservata ai cittadini residenti iscritti in una graduatoria, venduti invece dalle agenzie immobiliari come case per le vacanze. EŽ ora di mettere un punto alla situazione, e per questo pretendo che si svolga unŽinchiesta che vada a fondo imprimendole una svolta definitiva. EŽ giusto che i comuni esplichino la funzione di vigilare sugli interventi finalizzati alla giustizia sociale. In questo caso si tratta di assicurarsi che gli alloggi di edilizia popolare siano consegnati a chi ne ha effettivamente bisogno e non al furbetto di turno che, economicamente Žin carneŽ, li acquista per farne case per le vacanze.

AllŽElba la prossima primavera si rinnovano 5 amministrazioni su 8, tutte in mano al centro-sinistra, tra le quali proprio Campo nellŽElba e Capoliveri dove sorgono i Peep più discussi e finiti nel mirino della magistratura e lŽAmadio non risparmia i sindaci: «Loro per primi, mediante i vigili urbani, dovrebbero promuovere controlli a tappeto sulle residenze, magari incrociando i dati delle utenze domestiche per verificare lŽeffettiva presenza o meno di persone negli alloggi. Del resto, in territori non vastissimi come quelli dei comuni elbani, non è impossibile effettuare controlli anche mirati, senza cioè disperdere energie. Se qualche sindaco avesse già proceduto in tal senso, anzi, sarebbe opportuno che rendesse noti finalmente i dati raccolti. Io pretendo chiarezza su questo scandalo. Addirittura, arrivo a ipotizzare lŽintervento dei carabinieri in caso sulla stampa locale dovessero essere ancora pubblicati annunci di vendita degli appartamenti di edilizia sovvenzionata, che dovrebbero invece essere riservati alle famiglie economicamente più deboli. EŽ impossibile continuare con questo vivi e lascia vivere da parte di alcuni sindaci elbani, con questo lassismo che tra lŽaltro produce danni alle casse comunali che scontano il mancato introito dellŽIci che, se non si paga sulle prime case, è invece obbligatoria sulle seconde. In questo modo è pur vero che lŽillecito di avere senza titolo una casa Peep permarrebbe. Ora però gli illeciti sono due: si è data una casa a chi non ha titolo, e gli si è in più consentito di non pagare lŽIci. Mi domando cosa si aspetti a ripristinare la giustizia sociale».

Secco il commento di Legambiente: «Noi avevamo detto insieme al Wwf che quei Peep erano sovradimensionati: più di 250 appartamenti in un comune con migliaia di case sfitte e con unŽemergenza abitativa quasi nulla. Il piano è stato approvato senza che il centro-destra facesse troppe rimostranze. Quando si è cominciato ad assegnare le case dicemmo subito, insieme ai Verdi dellŽElba, che cŽera qualcosa di molto strano. Nessuno ha fiatato. Poi abbiamo scoperto che gli appartamenti Peep erano sul merrcato degli affitti estivi addirittura su E-bay e in vendita direttamente da parte delle ditte costruttrici e delle agenzie immobiliari. La stampa si è mossa e il bubbone è scoppiato. Siamo contenti che ora, anche se con un bel poŽ di ritardo, se ne occupino anche i politici»

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