[10/10/2008] Urbanistica

La lista nera delle città cinesi e l´urbanizzazione

LIVORNO. Il ministero per la protezione dell´ambiente della Cina ha reso noto il rapporto annuale di valutazione dell´ambiente urbano e ha redatto una lista nera delle città con le peggiori performance per la salvaguardia dell´ambiente.

Secondo il rapporto, la qualità dell´aria sarebbe "relativamente cattiva" a Bayannur e Ulanqab nella regione autonoma della Mongolia Interna, a Baiyin, nel Gansu, ad Urumqi capoluogo della regione autonoma dello Xinjiang, a Huanggang, nell´Hubei.

Pessima la qualità dell´aria nelle città di Hengshui e Cangzhu (Hebei), Linfen (Shanxi), Fuyang (Anhui), Tongchuan (Shaanxi) e Wuwei (du Gansu).

Il rapporto prende in esame l´ambiente di 617 città cinesi nel 2007, circa il 90% delle città del Paese, 22 in più rispetto al 2006. C´è da dire che, su scala cinese, si tratta sempre di grandi città e che in Cina alcuni dei nostri capoluoghi di provincia non sarebbero nemmeno presi in considerazione in un ambito così "ristretto".

Praticamente nessuna grande regione cinese, ad esclusione del Tibet, sembra immune dall´inquinamento. Eppure, secondo il rapporto, nel 2007 l´ambiente urbano cinese è migliorato (anche grazie alle olimpiadi) e i governi locali hanno aumentato gli investimenti per la protezione ambientale.

Anche il trattamento delle acque reflue domestiche è cresciuto del 9,4% e il riciclaggio dei rifiuti dell´8,1%, mentre il trattamento dei rifiuti ospedalieri ha avuto un incremento del 4,31%.

I cinesi, almeno secondo i dati governativi, sembrano soddisfatti delle migliorate condizioni ambientali cittadine, con il record di gradimento del 90% di Rizhao e Yantai, (Shandong) e di Daqing e Heihe (Heilongjiang), mentre i meno soddisfati (ma l´agenzia ufficiale Xinhua non fornisce le percentuali) sono i cittadini di Datong (Shanxi) e Hezhu (Guangxi). Intanto i ministri dell´ambiente dei 16 Paesi dell´East Asia Summit (Eas) riuniti nella capitale vietnamita Hanoi, chiedono di costruire città sostenibili.

Il primo summit dei ministri dell´ambiente di Australia, Brunei, Cambogia, Cina, Corea del sud, Filippine, Giappone, India, Indonesia, Laos, Malaysia, Myanmar, Nuova Zelanda Singapore, Thailandia, Vietnam, ha detto che le città dovranno essere prima di tutto rispettose dell´ambiente e che questa dovrà essere la priorità nella cooperazione ambientale dell´immensa regione che ospita centri abitati che spesso ospitano baraccopoli che sembrano un inferno sulla terra.

Secondo i ministri dell´Eas «I paesi dovranno accrescere gli scambi di esperienze e di tecnologie in settori come la pianificazione urbana, la bio-architettura, la distribuzione di acqua nelle zone urbane ed il trattamento degli scarichi fognari, la conservazione della biodiversità urbana e l´adattamento ai cambiamenti climatici nelle città».

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