[04/12/2008] Energia

Piebalgs, Dimas e Barloo: siamo vicini all´accordo sul pacchetto clima-energia

STRASBURGO. Il Parlamento europeo ha discusso con il Consiglio e con la Commissione sui cambiamenti climatici e sul pacchetto energetico per la Commissione Ue sono intervenuti il commissario all´energia Andris Piebalgs (Nella foto) che ha annunciato che «le tre istituzioni sono prossime al raggiungimento di un accordo sul pacchetto dei cambiamenti climatici poiché restano solo pochi punti in sospeso. Un accordo sulla direttiva per le energie rinnovabili farebbe la differenza, soprattutto per le forniture di energia in Europa». Secondo Piebalgs lo stallo dipende dalle diverse idee sui meccanismi di cooperazione e l´opportunità di introdurre una revisione nel 2014.

Per Dimas «i cambiamenti climatici e il pacchetto energia rappresentano uno dei lavori più significativi svolti dall´Unione negli ultimi anni. Un´economia impostata sul basso utilizzo di carbonio stimolerebbe la competitività europea e incoraggerebbe l´innovazione» poi si e detto «ottimista per un accordo in prima lettura, perché sono stati fatti progressi importanti. Per quanto concerne poi il sistema di scambio di emissioni, il tetto porterà entro il 2020 a un 21% di riduzione delle emissioni di carbonio». Invece per quanto riguarda il contestato finanziamento della cattura e dello stoccaggio di carbonio, Dimas ha detto che «è già stato deciso di ricorrere alle riserve».

Il ministro dell´ecologia Jean-Louis Borloo è intervenuto a nome della presidenza di turno francese dell´Ue e ha sottolineato che «questo mese gli occhi del mondo sono puntati sull´Europa. Ci troviamo ad un punto di svolta della nostra storia». Per quanto riguarda i risultati dell´ultima riunione del "trio" istituzionale dell´Ue ha detto: «siamo in una fase cruciale dei negoziati, ma si sta avanzando come previsto. Rimangono alcuni nodi cruciali da sciogliere, incluse le questioni della solidarietà e della progressività nel raggiungimento dell´obiettivo 20/2020, anche a causa dei disaccordi tra gli Stati membri e della necessità di aumentare l´efficienza del mercato elettrico senza imporre oneri ai consumatori». Barloo ha spiegato agli europarlamentari che dai negoziati sono emersi tre blocchi principali: «i paesi Baltici che, in base al trattato devono smantellare le centrali nucleari, paesi quali la Polonia che hanno meno efficienza energetica, economie ad alto tasso di carbonio e che si devono accordare sulla tabella di marcia progressiva e, infine, paesi sensibili al costo dei meccanismi di solidarietà». Poi rivolto a chi è più recalcitrante come l´Italia (che appartiene all´ultimo blocco) ha ammonito: «ciò che non viene fatto oggi, avrà un costo più alto in futuro. Il compimento di questo cambiamento storico sarà di auspicio per la conferenza di Copenaghen e per il nostro pianeta».

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