[05/12/2008] Comunicati

Da Doha a Poznan per cercare le soluzioni alla tripla crisi del pianeta

LIVORNO L´amministratore del Development programme dell´Onu (Undp) Kemal Derviş si è felicitato con i partecipanti ai negoziatori del Financing for development conference di Doha, in Qatar, per aver risposto all´appello del segretario generale dell´Onu Ban Ki-moon e per aver raggiunto un accordo che conferma gli impegni internazionali per la lotta contro la povertà nel pianeta e la realizzazione degli Obiettivi del millennio per lo sviluppo.

Derviş ha sottolineato che «Il documento finale di Doha, che riafferma la volontà dei Paesi sviluppati di destinare lo 0,7% del loro Pil come aiuto ai Paesi in via di sviluppo entro il 2015, costituisce una tappa essenziale della soluzione della "tripla crisi" delle turbolenze finanziarie, della povertà mondiale e dei cambiamenti climatici».

L´amministratore dell´Undp ha incoraggiato i Paesi impegnati nei negoziati della conferenza sul clima in corso a Poznan a «concentrare i loro sforzi sulle opportunità che vengono create dalle diverse crisi alle quali facciamo fronte. Dobbiamo trattare queste crisi non separatamente ma come un solo ed unico problema da risolvere globalmente. La crescita delle spese pubbliche può contribuire sia al reindirizzamento economico che al progresso in materia di cambiamenti climatici, a condizione che focalizziamo la nostra attenzione sugli elementi importanti, soprattutto le energie rinnovabili e i trasporti pubblici. D´altronde, un´intesa mondiale sul clima che stabilirà effettivamente un mercato del carbonio e un prezzo del carbonio, così come dei meccanismi per avviare le risorse verso i Paesi in via di sviluppo, libererà finanziamenti sostanziosi in favore di una crescita ecologica e di una riduzione della povertà».

Per Derviş l´Onu stanno giocando un ruolo forte nell´appoggiare gli sforzi per bloccare queste crisi legate tra loro: «Il Pnud investe nel "come" dello sviluppo. Vale a dire che aiuta a rafforzare la capacità dei Paesi di orientare la loro economia sulla strada dell´ecologizzazione, di far fronte alla volatilità e all´incertezza, e di agire in maniera concreta per ridurre la povertà. Continueremo a lavorare con i Paesi a basso reddito per fare in modo che la loro voce si faccia sentire chiaramente al tavolo del negoziato, che i loro bisogni siano risolutamente compresi in tutti i nuovi sistemi finanziari e che venga rafforzata la loro capacità di accedere al finanziamento dello sviluppo e di farne uso per attenuare la povertà e per instaurare uno sviluppo economico sostenibile».

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