[05/12/2008] Comunicati

Pacchetto clima-energia: tutti con il fiato sospeso

LIVORNO. Piccoli passi verso la meta, ma ancora con il fiato sospeso. Si può sintetizzare così il risultato del Consiglio europeo ambiente che si è concluso ieri a Bruxelles, mentre in contemporanea si svolgeva la discussione in aula all’europarlamento. “In materia di lotta al cambiamento climatico, priorità essenziale della Presidenza francese, e nella prospettiva di un accordo con il Parlamento europeo sul pacchetto legislativo energia-clima, i ministri dell´Ambiente hanno fatto il punto sull´avanzamento dei lavori, e sulla portata di questo pacchetto nel contesto della conferenza internazionale sul clima che è in corso in questo momento a Poznan (Polonia). Il ministro di Stato ha ricordato ai suoi omologhi che il Consiglio europeo che si terrà l´11 e il 12 dicembre prossimi deciderà, come previsto dalle conclusioni del Consiglio europeo di ottobre, "soluzioni adeguate alle sfide riguardanti l´attuazione della politica comunitaria climatica ed energetica”. Questo si legge sul documento ufficiale emesso a fine lavori. Come dire che l’obiettivo duplice di chiudere il pacchetto clima energia e di farlo all’interno del mandato di presidenza europea non si discutono, ma ancora il dado non è tratto.

“Il 90% del testo si può considerare chiuso, ma restano questioni difficili da risolvere” ha ammesso il ministro dell´ambiente francese Jean-Louis Borloo. Certo è che le trattative non sono ancora chiuse, e non escludono né l´ipotesi di uno spacchettamento dei temi e quindi delle relative direttive, né quella più drastica di un rinvio, anche se da più parti si tende a sottolineare che il traguardo è vicino. Ottimista in tal senso il presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso, che ha dichiarato che “siamo sulla buona strada per ottenere a dicembre un accordo globale sul pacchetto clima-energia” ricordando che “la maggioranza degli Stati membri accetta l´architettura del (nostro) pacchetto legislativo”.

In quella maggioranza non si può però annoverare l’Italia che continua a mantenere la sua posizione di retroguardia e di quasi totale isolamento. E che continua a minacciare il voto contrario al vertice dei prossimi 11 e 12 dicembre, se non viene accettata la clausola di revisione sulle rinnovabili al 2014 e, tra l´altro, l´inclusione delle industrie della carta, del vetro, della ceramica e della siderurgia nella lista dei settori europei che avranno accesso gratuito ai diritti di emissione. Richieste che verranno portate oggi al Coreper, il comitato dei rappresentanti presso la Ue, dove avvengono i negoziati, ma su cui è contrario il Parlamento europeo. “Abbiamo solo un paese da convincere e spero che questo possa avvenire alla riunione del Coreper”, ha indicato Claude Turmes (Verdi), relatore dell´ europarlamento. Ed ha aggiunto: “Vorrei ricordare al governo italiano che la Spagna e la Grecia stanno puntando su questo settore non perchè siano più verdi dei verdi ma perchè sono consapevoli che questo è il futuro”.

Un futuro cui il nostro paese o meglio la maggioranza di governo, non sembra credere, se si considera che due commissioni parlamentari (Industria e Ambiente del senato) hanno votato ieri una risoluzione che impegna il governo ad operare nelle prossime settimane in sede comunitaria per assicurare meccanismi di flessibilità del pacchetto e clausole di revisione. Ma oltre all´Italia, la Francia deve ancora convincere la Germania, che chiede titoli gratuiti per le industrie di cemento, calce, acciaio e chimica di base. E resta il blocco dei paesi dell´Europa dell´ est, capeggiati dalla Polonia, che chiede invece gratuità per i titoli delle industrie che producono energia. E non è soddisfatto dalla proposta di compromesso fatta dalla presidenza francese che concede a questi paesi tre anni in più (fino al 2016) prima di partire con lo scambio dei titoli di emissione.

Insomma la Francia dovrà lavorare ancora molto per raggiungere l’obiettivo di ottenere un accordo per il vertice prossimo dei capi di stato e di governo dei 27 paesi europei e dare il via libera al pacchetto su clima ed energia che l’Unione europea ha deciso di intraprendere nel marzo 2007. Un percorso importante per poter svolgere un ruolo da protagonista nella Conferenza Onu di Copenaghen prevista per la fine del 2009 dove si delineerà il futuro per Kyoto 2012.

L´Europa, come ha detto il presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso “deve assolutamente continuare a indirizzare la prua verso una nuova politica europea energetica e climatica. Sarà difficile, sarà costoso, ma la nostra ambizione può avviare una vera rivoluzione industriale”. L’unica che potrà dare anche uno sbocco alla crisi economica del vecchio continente.

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