[05/12/2008] Energia

Global warming o e bassi consumi, Gazprom chiede rubli a Putin

LIVORNO. Gazprom, il gigante monopolista del gas russo, batte cassa al Kremlino e chiede al governo russo (del quale è praticamente un braccio operativo) 100 miliardi di rubli (oltre 2,8 miliardi di euro). Il vice-presidente di Gazprom, Valeri Golubev, ha detto oggi in una conferenza stampa convocata a San Pietroburgo che «Gli impegni di Gazprom raggiungono i 100 miliardi di rubli, dei quali la parte più importante riguarda il produttore di elettricità TGK-1».

Sarebbero due i progetti di Gazprom che hanno urgente bisogno di finanziamenti governativi: «Uno raggruppa gli investimenti per lo sviluppo di TGK-1, l’altro Mosenergo, OGK-2 e OGK-6. E´ un programma federale. Prima, era stato convenuto che sarebbe stato finanziato con le risorse degli stessi produttori di elettricità. Ma l´ammontare dei capitali annunciato è stato così elevato che non sono riusciti ad attrarre le risorse necessarie». Golubev ha detto che il monopolista russo del gas cercherà i finanziamenti altrove se il governo Putin non accorderà i finanziamenti.

La verità è che la crisi economica batte dura anche a Mosca e Gazprom potrebbe ridurre del 3% l´estrazione di gas a causa del calo di consumi dovuto a due inverni consecutivi con clima "dolce".

Golubev ha spiegato che «Si tratta di un calo di 15 -18 miliardi di metri cubi. Per ora, il piano di estrazione prevede 560 miliardi di m3. Si deduciamo 15-18 miliardi di m3, otteniamo un calo del 3%. Attualmente, prevediamo un calo dei consumi: l´annata è stata sufficientemente dolce. In media, la temperature ha oltrepassato in Russia le norme stagionali di 6 gradi. I consumatori russi, così come quelli europei, conosceranno un calo di consumi».

Nonostante questo Gazprom nel 2009 non ridurrà i finanziamenti al colossale programma di connessione delle Russia alla rete del gas: «Quest´anno – ha detto Golubev – il nostro programma di connessione delle regioni, si situa intorno ai 24 miliardi di rubli. Nel 2009, la cifra non sarà inferiore, soprattutto a causa dell´aumento del numero delle regioni».

Il gas russo si sposta verso l´Estremo oriente e le zone calde del Caucaso: la turbolenta e non ancora pacificata Cecenia sarà raggiunta dalla rete gasiera nel 2009 e forse da li sarà più facile portare soccorso energetico alla repubblica secessionista dell´Ossezia del sud.

Infatti, oggi il governo di Mosca si è appellato al Consiglio dei ministri degli esteri dell´Osce in corso ad Helsinki perché l´Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa reagisca fermamente contro la Georgia che ha chiuso i rubinetti del gas alla piccola repubblica ribelle.

Il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov ha detto oggi: «Chiediamo all´Osce di prendere delle misure urgenti al fine di prevenire una eventuale catastrofe umanitaria causata da Tbilisi. I dirigenti georgiani hanno chiuso l´invio del gas verso l´Ossezia del sud alla vigilia dell´inverno. E´ una decisione inumana».

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