[09/12/2008] Aria

Ma aree naturali e biodiversità catturano e stoccano meglio la Co2

LIVORNO. Il World conservation monitoring centre (Wcmc-Unep), sostenuto dal governo tedesco e da Humane society International, ha presentato il nuovo atlante "Carbon and biodiversity demonstration" che individua le zone ricche sia di carbonio che di biodiversità e dà un prima indicazione sugli ambienti nei quali l´investimento per ridurre le emissioni di gas serra può sia aiutare a combattere i cambiamenti climatici che a salvare dall´estinzione anfibi, uccelli e primati.

Circa il 20% delle emissioni di gas serra deriva dalla deforestazione, un problema che si propone di affrontare attraverso il fondo Reducing emissions from deforestation and forest degradation (Redd) per il post-2012. L´atlante include carte delle macro-aree regionali del pianeta e quelle nazionali di 6 Paesi tropicali che indicano i siti nei quali lo stoccaggio naturale di CO2 è elevato e coincide con aree importanti per la biodiversità. La pubblicazione dimostra anche che le aree o le regioni protette esistenti sono ricche sia di casrbonio che di biodiversità ed include numerose statistiche tratte dalle cartografie, svelando una varietà notevole di informazioni.

«Si stima – si legge nell´atlante – che gli ecosistemi terrestri del pianeta stocchino 2.000 miliardi di tonnellate (gigatonnellate) di carbonio nelle biomasse del sotto-suolo e nel suolo, con una porzione importante di questo carbonio localizzata negli ecosistemi tropicali».

Le Ande tropicali sono lo "hot spot" della biodiversità più ricco e vario del mondo, mentre la foresta pluviale dell´Amazzonia ospita circa un quarto delle specie terrestri del mondo, insieme sono un enorme pozzo di CO2 e rappresentano l´11% dell´assorbimento totale di carbonio ne Neotropico.

Nell´Africa tropicale oltre il 60% delle regioni abbondanti di biodiversità sono in zone che contengono 18 miliardi di tonnellate di CO2. Aree che coincidono con quelle dove sono presenti le grandi scimmie e dove gli investimenti del Reed potrebbero servire anche a salvare questi nostri vicinissimi parenti.

In Tanzania, le zone calde della biodiversità assorbono il 17% del carbonio nazionale.

Le arre protette del Vietnam coprono il 32% di quelle identificate come foreste ad assorbimento di CO2 e per la biodiversità; L´area centrale di Papua Nuova Giunea è ricchissima di biodiversità e contiene "pozzi di carbonio" molto importanti, ma le aree protette interessano solo il 14% di questi territori.

Presentando l´atlante, il direttore dell´Unep Achim Steiner ha sottolineato che «In questo periodo di preoccupazioni economiche, nel quale le risorse finanziarie sono rare, ogni dollaro, euro o rupia deve dare dividendi doppi o anche tripli. L´investimento intelligente nelle foreste è un esempio chiave di ambito dove il beneficio per il clima e gli ecosistemi può essere raggiunto con una sola "transazione". E´ essenziale per il successo del Redd di assicurare delle salvaguardie per le popolazioni locali ed indigene affinché possano beneficiare di tutti i vantaggi futuri del Redd.

Per questo localizzando le aree dove alte densità di carbonio si sovrappongono ad alti livelli di biodiversità, l´atlante mette in luce gli ambiti nei quali governi ed investitori possono affrontare due crisi al prezzo di una. Questo non include gli altri benefici provenienti dagli investimenti nelle "infrastrutture" degli ecosistemi forestali, dalla stabilizzazione dei suoli e dalla conservazione ed accrescimento dell´approvvigionamento idrico.

La natura ha passato milioni di anni a perfezionare la cattura e lo stoccaggio di carbonio nelle foreste, le torbiere, i suoli e gli oceani, facendo evolvere la biodiversità, centrale per degli ecosistemi sani ed economicamente produttivi. I metodi tecnologici per la cattura e lo stoccaggio potranno giocare il loro ruolo, ma I ritorni più importanti ed estesi verranno dagli investimenti nei sistemi naturali di cattura e stoccaggio di carbonio e dalla loro ottimizzazione.

Secondo Barney Dickson, capo del Climate change and biodiversity programme at Wcmc-Unep, «Così facendo, i Paesi metteranno un timbro su una pare del New Deal ecologico mondiale nel quale la necessità di "infrastrutture" degli ecosistemi economicamente importanti è richiamata e rinnovata, sostenendo i mezzi per l´esistenza di centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro verdi nella silvicoltura e la conservazione nei Paesi in via di sviluppo. Le nuove cartografie non sono che un primo passo verso la dimostrazione che la combinazione di diversi tipi di dati, con tecniche relativamente semplici, può aiutare ad identificare zone dove le opportunità o i benefici per lo stoccaggio del carbonio e la protezione della biodiversità coincidono. Le decisioni di ridurre le emissioni a livello nazionale devono essere prese tenendo di conto delle priorità nazionali e con i migliori dati nazionali sugli stock di carbonio e sulla biodiversità. Tali decisioni devono anche tener conto delle differenti pressioni che possono condurre a cambiamenti distruttivi per l´ambiente nell´utilizzo dei suoli, come l´abbattimento di foreste, il pascolo o la coltivazione di raccolti per biocarburanti».

Torna all'archivio