[09/12/2008] Energia

Pacchetto clima-energia: raggiunto l´accordo sulle rinnovabili

LIVORNO. Accordo raggiunto a Bruxelles tra Consiglio Ue, Commissione Europea e Parlamento sulle energie rinnovabili, uno dei tre punti chiave del pacchetto clima-energia che sarà al centro del vertice dei capi di Stato e di Governo giovedì e venerdì prossimi. L´ accordo avalla l´intesa che era stata già concordata ieri dai ministri dei Paesi competenti per l´Energia, ovvero: si mantengono inalterati gli obiettivi di portare al 20% entro il 2020 la componente di rinnovabili nel mix energetico complessivo, distribuendo le quote che ognuno dei 27 stati membri dovrà attuare, che per l´Italia era e rimane del 17%. Nell’accordo è stata inserita la possibilità di valutare nel 2014 se i meccanismi funzionano. Secondo l´Italia (ma non secondo la presidenza francese) questa revisione potrebbe portare anche a una modifica degli obiettivi nazionali ed in questo senso continuano infatti a rilasciare dichiarazioni.

L’annuncio dell’intesa raggiunta, quale positivo preambolo per una posizione congiunta del vertice dei prossimi giorni, ha fatto sollevare una messe di dichiarazioni ottimistiche tra chi invece crede che quella sia la strada da perseguire.

“L´Unione Europea ha raggiunto un accordo storico per supportare lo sviluppo delle rinnovabili in Europa e garantire un futuro energetico sicuro e pulito a milioni di cittadini europei” ha affermato Greenpeace commentando l´accordo fatto tra Consiglio Ue, Commissione Europea e Parlamento sulle energie rinnovabili, che l’associazione ha definito “un raggio di luce tra le fosche posizioni da Medioevo espresse da alcuni Paesi, tra cui l´Italia, su diversi aspetti del pacchetto energia e clima”.

Rivolte all’Italia le parole del Ministro dell´Ambiente del Governo Ombra del Pd : “Ora non ci sono più alibi, l´Italia deve mettersi in moto subito. Come era prevedibile l´accordo c’è stato e gli obiettivi complessivi non si toccano”, commentando l’accordo e la posizione del nostro paese a livello europeo.

“Con il 20% di energia prodotta da fonti rinnovabili entro il 2020 - ha detto Ermete Realacci - l´Europa conferma la sua leadership nella lotta ai mutamenti climatici, ci auguriamo ora un analogo successo per un´intesa complessiva di tutto il pacchetto clima. L´Italia potrà verificare nel 2014 se le politiche messe in atto fino ad allora per raggiungere il suo target sono corrette, ma ora bisogna smettere di giocare di rimessa e attivarsi per colmare il drammatico ritardo che abbiamo accumulato”.

Secondo Realacci sia l´impresa che i cittadini italiani hanno dimostrato di essere recettivi riguardo alle fonti energetiche rinnovabili, adesso “Manca solo la volontà della politica. Il Governo dimostri di saper valorizzare queste risorse che abbiamo in casa e si attivi di conseguenza, a cominciare dal ritiro dello sciagurato taglio agli incentivi per il risparmio energetico e l´utilizzo di fonti pulite”.

Sulla stessa scia anche Roberto Della Seta, capogruppo del Pd nella Commissione Ambiente del Senato in partenza per Poznam con la delegazione del Parlamento italiano. Dopo aver appellato come “giurassica la destra italiana” invitandola ad “andare a lezione da Sarkozy, dalla Merkel e da Barroso” dichiara oggi che i “Sta fallendo il tentativo del governo italiano di rinviare di un anno la chiusura del pacchetto clima”.

E mette a confronto la politica annunciata da Barak Obama con quella “miope” del nostro governo: “mentre negli Stati Uniti - continua Della Seta - il presidente eletto Obama presenta un grande piano di lavori pubblici da 150 miliardi di dollari largamente fondato su interventi, opere pubbliche, manutenzione delle infrastrutture per la sostenibilità, il governo Berlusconi risponde alla crisi climatica e alla crisi economica tagliando gli eco-incentivi che già hanno dato e possono continuare a dare benefici in termini di sviluppo e di sostegno alla domanda”.

L’auspicio da tutti espresso ed evidenziato nelle parole di Della Seta è che questa posizione così arretrata e di retroguardia, che rischia di mettere in un angolo il nostro paese, “lasci rapidamente il campo a una visione più moderna e matura, la stessa sostenuta in Europa dai principali leader politici di destra come di sinistra”.

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