[09/12/2008] Comunicati

Provincia di Firenze: anticipati alcuni dati sullo stato dell´ambiente

FIRENZE. Sarà presentato giovedì prossimo a Palazzo Medici Riccardi, durante il convegno “Ambientiamoci”, il Rapporto sullo stato di salute ambientale del territorio provinciale, elaborato dall’Istituto di ricerche Ambiente Italia. Oggi, il presidente della provincia Matteo Renzi e il presidente di Afe (agenzia fiorentina energia) Luca Talluri hanno anticipato alcuni dati. Il quadro che emerge è quello di una provincia tra diverse ombre e qualche luce. Buono l’andamento congiunturale dell’economia, ma siamo ancora lontani da una sua conversione ecologica che rappresenterebbe, a nostro parere, il vero motore di sviluppo durevole e sostenibile.

Il turismo cresce (+22% di presenze negli ultimi tre anni) anche quello delle aree rurali, ma costituisce anche un settore a forte impatto ambientale specialmente nei grandi centri abitati (basta leggere i dati della produzione di rifiuti). Il sistema industriale nel territorio non rappresenta il settore di maggiore impatto ma è statico dal punto di vista ambientale: solo recentemente si sono manifestati segni di risveglio con il varo di alcuni progetti per la certificazione ambientale e l’infrastrutturazione ambientale di aree industriali, che hanno contribuito all’incremento significativo delle aziende certificate (dai 56 siti certificati del 2004 si è passati a 178 siti nel 2007). Per quanto riguarda la mobilità, il trasporto collettivo su ferro rimane un auspicio per il futuro ed il tasso di motorizzazione è in continua crescita; il dato positivo per questo settore è inerente al rinnovo del parco auto che è senza dubbio meno inquinante. Stabili i consumi energetici e naturalmente parliamo di combustibili fossili perché le energie rinnovabili non sono ancora sviluppate sia nella produzione elettrica che termica.

L’aria delle città migliora rispetto alle concentrazioni di alcuni inquinanti atmosferici ma rimangono critiche le situazioni per il pm10 e l’ozono. Situazione di stallo anche per le acque superficiali e la difesa del suolo: nel senso che la situazione non peggiora ma nemmeno si sono fatti passi in avanti. Per le acque superficiali la criticità qualitativa riguarda il fiume Arno a valle di Firenze dato che ancora non è completato il sistema di depurazione del comprensorio fiorentino. Nel territorio provinciale inoltre vi sono alcune aree (es. Chianti) dove l’approvvigionamento idrico non è sufficiente, e le responsabilità non sono solo da attribuire ai cambiamenti climatici. Una porzione significativa del territorio è sottoposto a instabilità geomorfologia e rischio di frana (83%, ma solo il 5% a pericolosità elevata e molto elevata) e circa il 4% del territorio provinciale è ancora esposto a rischio idraulico elevato o molto elevato. Mancano le risorse per completare le opere prioritarie per la messa in sicurezza del bacino dell’Arno e, nonostante sia stata stabilizzata la crescita dell’artificializzazione, il consumo di suolo pro capite non è poca cosa (varia dai 110 mq/ab in comuni a forte densità, agli oltre 600 mq/ab in comuni con insediamenti estensivi e declino demografico).

Infine i rifiuti dei quali abbiamo già accennato. E’ in crescita la produzione degli urbani (+31,7% dal 1997, +7,4% anche nell’ultimo triennio, 2004-2006), nonostante i livelli pro capite già tra i più alti d’Italia, in crescita gli industriali, benino la raccolta differenziata, manca ancora un sistema adeguato di smaltimento finale. Come è facile intuire non mancherà il lavoro alla prossima amministrazione ammesso che si voglia dare una svolta in senso ambientale alle politiche di sviluppo.

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