[09/12/2008] Consumo

Maiale alla diossina: per Legambiente l´Efsa dorme

LIVORNO. Per Legambiente l´ennesimo scandalo "carnivoro", quello sui maiali irlandesi alla diossina, è «Frutto di un sistema d´allevamento intensivo innaturale ed eccessivamente forzato». Ma l´associazione ambientalista non perde l´occasione per rilanciare una polemica con l´Agenzia europea per la sicurezza alimentare, che ha sede a Parma, che troppo spesso si fa trovare impreparata allo scoppiare di casi eclatanti, sia che si tratti di carne Ogm o di bufale e maiali alla diossina.

Per fortuna il sistema di allarme e controllo ha permesso di scoprire abbastanza velocemente il rischio e in Italia sono in corso controlli a tappeto, ma quel che è certo è che la carne alla diossina dall´Eire è arrivata anche in Italia, e che in un mondo globalizzato e in un´Europa senza confini il rischio per salumi e insaccati esiste, e secondo il Cigno verde questo si estende anche a prodotti a base di bovino. Il rischio è che la devastante crisi economica, che sta colpendo quella che fino a poche settimane fa veniva indicata come una inarrestabile e virtuosa tigre celtica, si rifletta anche sul mercato alimentare.

Per Francesco Ferrante, responsabile agricoltura di Legambiente, «Ancora una volta la famosa Agenzia per la sicurezza alimentare europea brilla per l´assenza. Anzi, nel pieno dell´allarme ci fa sapere che domani dovrebbe pronunciarsi al riguardo. Allora attendiamo fiduciosi. E chissà se anche questa volta dirà che non esiste alcun problema e possiamo stare tranquilli. La carne inquinata è un problema vasto e grave, non solo perché mette a rischio la salute dei consumatori ma anche perché mette in evidenza la fragilità del sistema dell´allevamento intensivo. Sarebbero necessari continui controlli in tutte le fasi della filiera per poter garantire la salubrità dei prodotti. Ma nessun cibo potrà mai essere buono e sano a prescindere dalle condizioni di allevamento degli animali che, pur destinati alla macellazione, dovrebbero veder riconosciuto il rispetto del benessere animale e delle proprie caratteristiche di specie a partire da una corretta e adeguata alimentazione».

Per il maiale alla diossina non sembra però scattata la sindrome che ha fatto calare i consumi durante episodi analoghi. Secondo la Confederazione italiana agricoltori (Cia), che ha condotto un´indagine di mercato nelle principali piazze del nostro Paese, «La vicenda dei maiali alla diossina in Irlanda non ha avuto, finora, riflessi negativi sui consumi. Gli acquisti non hanno, infatti, subito contraccolpi. Si sono continuati a vendere regolarmente sia carne fresca suina che prosciutti e salami. Bene anche zamponi e cotechini. Sembra, quindi, che gli italiani non hanno subito l´influenza delle notizie allarmistiche che si sono sparse negli ultimi tre giorni. Al contrario di quanto avvenuto per analoghe vicende (è il caso della Bse, dell´aviaria e della mozzarella di bufala), questa volta i consumi sono rimasti stabili, senza registrare i paventati crolli provocati da psicosi collettive. D´altra parte, proprio la carne suina e tutti i suoi derivati (prosciutti e salami) avevano registrato negli ultimi mesi una crescita nelle vendite. Nei primi nove mesi dell´anno si è, infatti, avuto un aumento, in quantità, dei consumi pari al 2,3% e in valore del 2,5%. E secondo le previsioni il 2008 dovrebbe concludersi con un incremento, sia quantitativo che in valore, del 2,3% rispetto al 2007».

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