[10/12/2008] Vivere con cura di Marinella Correggia

Giochi quasi immateriali. La fantasia invece dei rifiuti

RIETI. C’erano una volta - e se ci sono ancora le raccomandiamo - certe valigette contenenti ogni sorta di giochi da tavolo. Per bambini di tutte le età.
Ma forse è meglio diluire e regalare queste meraviglie una per volta. Si andrà avanti a lungo – per molte feste comandate e non comandate - senza dover ricorrere all’acquisto di giochi consumisti e oltretutto molto più costosi.

In effetti i giochi da tavolo e da fantasia sono fra i pochi che i bambini non mettono da parte dopo poche ore o giorni. Che si tratti di carte “memory”, dama, scacchi, puzzle, domino, carte, shangai, non saranno mai abbandonati in un angolo per sempre, perché sono diversi ogni volta, proprio come tutto quello che esercita la creatività manuale e mentale: disegni, collage, mosaici, origami.

Hanno un altro vantaggio: sono sociali, non solitari. Inoltre sono il modo per far divertire insieme bambini e adulti. Il memory ad esempio offre mezz’ora di svago dai tre anni ai 113 e apre a un mondo entusiasmante di animali e piante. Gli scacchi si possono giocare anche solo per cinque minuti, e riprendere la partita il giorno dopo.

Non solo: a differenza di tanti aggeggi elettronici (dalle consolle ai babytelefonini e quant’altro), orridi pupazzoni guerrieri e insulse pupazzine fatine, assortiti di plasticume e Pvc, pile usa e getta e vernici, i giochi da tavolo e da fantasia sono anche leggeri per l’ambiente. Spesso sono fatti solo di qualche pezzetto di carta o legnetto. Non richiedono altra energia per usarli che quella del cervello e delle piccole dita. E comunque hanno un grande valore d’uso, dunque il loro eventuale peso ecologico si ammortizza.

A meno che non siano di materiali pregiati (ci sono scacchi di malachite e dame di avorio!) i giochi da tavolo costano anche poco. Però non cadiamo nella tentazione di impreziosirli avvolgendoli per il regalo in quelle luccicanti e non riciclabili carte “natalizie”. Molto meglio una carta da pacchi di carta corredata di foglie e fiori secchi e un cartoncino di accompagnamento.

Insieme ai giochi da tavolo raccomandiamo – ma non si può fisicamente regalare, solo imparare e insegnare - un divertimento ancora più immateriale, assolutamente privo di pericoli e ottimo per appassionare alla lingua italiana bistrattata da sms e email: la ludolinguistica!

I palindromi, i bifronti, gli scambi e le zeppe rendono le parole un mondo di gioco e mistero e fanno dei bambini e dei ragazzi gli esploratori di una lingua che così impareranno molto meglio. Come giocare all´infinito senza oggetti materiali, lo insegna un manuale pubblicato tempo fa dalle edizioni Meridiana: Word games. Giochi di classe di Elio Maccario. Chissà, magari l’editore ne ha ancora qualche copia…

E a proposito di giochi, eccone uno di apprendimento per adulti militanti. La stessa casa editrice di cui sopra ha appena pubblicato il libro Discordie in gioco, di Elena Camino, Carla Calcagno, Angela Dogliotti, Laura Colucci-Gray (un gruppo di docenti che collabora con il Centro Sereno Regis di Torino). E’ un gioco di simulazione, collaudato e completo, per educare alla costruzione di soluzioni nonviolente in caso di conflitti ambientali e locali. Non per niente il gioco parte dall’importantissimo caso della Tav in Valsusa.

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