[11/12/2008] Comunicati

Il quarto rapporto Ipcc, questo sconosciuto (13)

FIRENZE. Come ha spiegato il climatologo Giampiero Maracchi sulle pagine di greenreport il 5 novembre scorso, i regimi pluviometrici globali non sono influenzati, in termini quantitativi, dal surriscaldamento del sistema terra-acqua-atmosfera. L’azione del cambio climatico si esplica invece nei confronti della disposizione delle aree anticicloniche, cioè di quelle zone di alta pressione che costituiscono ostacolo per il transito delle precipitazioni.

Inoltre, si registra un aumento dei cosiddetti “scambi meridiani”, cioè di quei movimenti delle masse d’aria che avvengono in senso longitudinale, a scapito del più consueto “flusso zonale”, cioè del movimento latitudinale delle masse d’aria indotto principalmente dalla rotazione terrestre.

Ciò a sua volta causa l’aumento sia delle risalite di aria calda dai tropici verso le alte latitudini, sia (almeno teoricamente, perchè come ha spiegato Maracchi mancano sufficienti dati in tal senso) delle discese di aria fredda dalle regioni polari verso le aree temperate.

Il citato flusso zonale latitudinale, però, non va incontro ad una diminuizione: tende invece a spostarsi più a nord. Ciò è dimostrato dai dati relativi alle precipitazioni sul continente europeo, che sono in lieve ma costante diminuizione alle nostre latitudini (fin dall’inizio del XIX secolo), mentre sono in aumento più a nord, per esempio nelle Alpi scandinave.

Secondo il quarto rapporto Ipcc, questo trend climatico dovrebbe intensificarsi in futuro: «è molto probabile (very likely, probabilità superiore al 90%) un aumento degli apporti precipitativi alle alte latitudini, mentre una loro diminuizione è probabile (likely, probabilità superiore al 66%) in molte aree terrestri sub-tropicali (di circa il 20% al 2100 per lo scenario A1B)», che è considerato uno scenario indicatore perchè “mediano” rispetto agli altri per quanto riguarda il possibile aumento (1,7 – 4,4° C) delle temperature che esso ipotizza a fine secolo.

Nell’immagine, si possono notare le previsioni per il mutamento dei regimi precipitativi al 2090-2099 rispetto al periodo 1980-1999 secondo l’evoluzione prevista dallo scenario A1B. Nella parte sinistra sono rappresentate le possibili variazioni che si avrebbero nel periodo invernale, a destra le ipotetiche modifiche degli afflussi precipitativi durante l’estate: appaiono lampanti l’aumento della piovosità alle alte latitudini (sia boreali che australi) e significative diminuizioni alle latitudini temperate e sub-tropicali: Europa centro-meridionale, Africa meridionale, coste occidentali dell’Oceania e del Nordamerica, Amazzonia meridionale.

Occorre naturalmente chiarire che le possibili variazioni nelle precipitazioni potrebbero manifestarsi non solo nella quantità globale degli apporti sulle varie regioni, ma anche riguardo alla tipologia stessa degli eventi meteorici: come sappiamo, l’aumento dell’energia in gioco causa un incremento sia della potenza, sia (anche se su questo esistono maggiori dubbi) del numero degli eventi di forte intensità. A questo proposito il quarto rapporto parla di «un significativo aumento, in futuro, degli eventi meteorici intensi in molte regioni, incluse alcune in cui la media delle precipitazioni totali è prevista in decrescita. Il conseguente maggiore rischio di alluvioni metterà alla prova la società, le infrastrutture fisiche e la qualità dell’acqua. E’ probabile (likely) che fino al 20% della popolazione mondiale vivrà in zone dove le alluvioni saranno in potenziale aumento, al 2080. L’aumento della frequenza e della gravità delle alluvioni e delle siccità sono previsti contrapporsi alla sostenibilità dello sviluppo».

Ma per analizzare adeguatamente questo aspetto occorre incrociare i dati di ipotetica crescita delle temperature e quelli odierni riguardanti la dinamica delle precipitazioni, in modo da ottenere stime attendibili su come possa evolversi il cosiddetto run-off (cioè lo scorrimento superficiale dell’acqua) nelle varie regioni del globo: sarà questo l’oggetto della prossima parte.

(13 – continua)

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