[10/05/2006] Urbanistica

Bandiera blu, se i comuni non la chiedono non la possono avere

ROMA. Le bandiere blu assegnate dalla Fee (Foundation for Environmental Education) hanno fatto sorridere la Toscana, che ha ottenuto il massimo di assegnazioni, ma hanno anche destato qualche stupore. Si saluta per esempio l’avvento della bandiera blu a Marina di Pisa (nella foto), adagiata sulle sponde dell’Arno che certo non aiuta, oppure si rinnova quella a Tirrenia a due passi dal porto industriale di Livorno; più a Sud entra San Vincenzo (alle prese con diversi problemi per l’ampliamento del porto turistico) e non appare per esempio la spiaggia di Baratti. Come non appare neppure una spiaggia in tutto l’arcipelago Toscano.

Abbiamo cercato di capirne di più parlandone con Giulio Marino, segretario generale di Fee Italia, al quale abbiamo chiesto come vengono assegnate le bandiere: «Molto sinteticamente noi abbiamo 7 voci principali, come le acque di balneazione che devono essere perfette sulla base delle analisi delle Arpa. Poi depurazione, raccolte differenziate, iniziative ambientali del comune, educazione ambientale del comune nei confronti dei giovani, l’arredo spiaggistico, strutture turistiche, ed eventuali certificazioni ambientali, già ottenute o in fase di valutazione».

«Ognuna delle voci decise dal Fee – continua Marino - ha una giuria indipendente, quindi abbiamo 7 giurie che sulla base dei documenti forniti dai Comuni danno dei voti, che non valgono tutti nello stesso modo perché alcune voci sono ovviamente più importanti di altre». Il massimo punteggio ottenibile è 100, ma per guadagnare la bandiera è necessario ottenere un certo punteggio, che solitamente aumenta di annO in anno, perché nel 2005 era 65 e quest’anno è diventato 67.

«Ogni anno invitiamo tutti i comuni costieri d’Italia a partecipare – prosegue il segretario di Fee Italia – la partecipazione è gratuita e quest’anno per esempio abbiamo avuto 152 adesioni e 90 sono state accettate».

Alla domanda specifica, su qalcune spiagge toscane, Giulio Marino, che oltretutto conosce benissimo la nostra costa essendo nato a Livorno, spiega: «Guardi la risposta è semplice. Tra i criteri principali c’è la qualità delle acque e i sistemi di depurazione: Marina di pisa ha ottenuto la bandiera perché quest’anno i dati rilevati dall’Arpat hanno segnato valori molto buoni nonostante la vicinanza dell’Arno, viceversa i comuni dell’Arcipelago Toscano non hanno neppure presentato la candidatura. Del resto è vero che all’Elba esistono solo due depuratori e funzionano anche male, quindi probabilmente sapevano che difficilmente l’avrebbero ottenuta. Comunque le posso dire che nessuna isola dell’arcipelago ha presentato domanda così come non l’ha presentata il comune di Piombino per la spiaggia di Baratti».

Nessuna risposta invece alla domanda "quali sono i comuni toscani che hanno aderito ma non hanno ottenuto la bandiera?". «Nell´accordo che facciamo con i Comuni - conclude Marino - è prevista la non divulgazione di chi non ha superato la prova, così come non facciamo una classifica vera e propria in base al punteggio, ma consideriamo tutti alla pari quelli che hanno superato il minimo».

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