[12/05/2006] Energia

Più 15% di emissioni di Co2, Serafini: «Grazie Usa»

ROMA. «Non sono per nulla sorpreso che le emissioni di CO2 e gas climaalteranti siano aumentate, purtroppo era inevitabile visto che la più grande superpotenza del mondo ha ignorato il monito di tutti e tre i rapporti del panel dell’Onu e ha mantenuto fermo il principio che lo stato di vita americano non è in discussione: per questo non ha firmato Kyoto, per questo le emissioni aumentano e per questo fa guerre preventive per procurarsi ciò che resta dei combustibili fossili».

Così Massimo Serafini (nella foto) della segreteria nazionale di Legambiente commenta il ´Piccolo Libro verde dell´ambiente´, redatto dalla Banca mondiale e presentato in occasione della 14esima sessione della Commissione dell´Onu sullo sviluppo durevole a New York, il ´Libro verde´ precisa che le emissioni di CO2 hanno raggiunto i 24 miliardi di tonnellate nel 2002, ultimo anno per cui sono disponibili dati completi, vale a dire un aumento del 15% rispetto al 1992.

Le economie in rapido sviluppo – si legge nel rapporto - quali la Cina e l´India, presentano un rapido aumento delle emissioni di CO2. La Cina, che è già il secondo maggior inquinatore (nel mondo), ha aumentato le sue emissioni del 33% tra il 1992 e il 2002, mentre nello stesso periodo quelle dell´India sono cresciute del 57%.

«Non va dimenticato l’ingresso di 2 miliardi di nuovi consumatori cinesi e indiani che giustamente vogliono accedere allo sviluppo – continua Serafini - perché dalla Banca mondiale, dall’organizzazione mondiale del commercio Wto, viene loro insegnato che l’unico modello che devono perseguire è il modello occidentale, consumista e inquinante».

Ma secondo Serafini qualcosa di buono c’è. «A tutto ciò l’Europa ha contrapposto una maggiore consapevolezza della portata della tragedia climatica, ha spinto per l’entrata in vigore del protocollo di Kyoto anche senza l’America, in alcuni paesi la riduzione si è effettivamente realizzata, anche se fra questi sappiamo non c’è l´Italia, che invece di ridurre del 6,6% ha aumentato le emissioni rispetto al ‘90 del 12 quasi 13%. In generale però questa posizione più avanzata a livello europeo si è rilevata da un lato timida e scarsamente incisiva e quindi impossibilitata a fermare la tendenza contraria rivelata da questi ultimi dati».

L’esponente di Legambiente sottolinea quindi che l’accelerazione del cambiamento climatico come tifoni e uragani, lo scioglimento di grandi proiezione di ghiaccio e l’innalzamento dei mari, ha avuto negli ultimi 2 anni un’accelerazione formidabile, e credo che l’Europa abbia il compito di farsi portavoce di un’offerta di tecnologie rinnovabili per garantire il diritto all’energia del mondo sottosviluppato e soprattutto un cambiamento del modello dissipativo e inquinante occidentale, in modo da fornire un’indicazione di sviluppo sostenibile».

I mezzi per raggiungere questi obiettivi secondo Massimo Serafini sono: «Aprire sedi Onu e restituire all’Onu un potere di indirizzo capace di isolare gli Stati Uniti e di sviluppare un’alleanza fra Europa e paesi in via di sviluppo per ridurre le emissioni».

Intanto mentre la Banca mondiale pubblicava il suo libro verde, veniva presentato il libro "Kyoto e dintorni" (Edizioni Franco Angeli) curato dal ricercatore dell´istituto sull´inquinamento atmosferico del Cnr, Antonello Pasini, e realizzato con il contributo di Operandi-Fondazione British American Tobacco Italia Onlus: il cambiamento climatico c´è – si legge nello studio - per ora non si registra nessuna inversione di tendenza. A rischio soprattutto le coste nazionali, 33 i punti sotto inondazione nel corso di questo secolo con una previsione di innalzamento del mare da 15 a 90 centimetri. Stress termico per le citta´, allarme rosso per le frane, con l´aumento dei nubifragi e delle precipitazioni torrenziali, desertificazione al sud, habitat che migrano verso nord e abitudini degli animali sconvolte, dalle migrazioni al letargo con seri pericoli di estinzione per alcune specie sensibili.

«Anche questo era ampiamente previsto sul terzo rapporto sul clima – conclude Massimo Serafini - quest’estate in Siberia si è sciolto un territorio grande come Germania e Francia messe insieme, è evidente che è normale che anche il Mediterraneo sia sottoposto a un afflusso di acque che porteranno a questo drammatico risultato, che se si verifica al massimo implicherà tar qualche tempo la compromissione delal vita sulla costa. Stupisce che questi temi non siano una priorità dell’agenda politica, peccato perché prima o poi l’umanità dovrà fare i conti con questa situazione».

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