[04/03/2009] Energia

Greenpeace fa luce sul più grosso trasporto di plutonio MOX mai effettuato

LIVORNO. Nella notte tra il 3 e il 4 marzo, la distanza tra l’impianto nucleare di Areva di La Hague e il porto di Cherbourg, è stata percorsa dal più importante convoglio di plutonio mai organizzato al mondo. Un imponente convoglio di 5 grandi camion e decine di veicoli di scorta ha lasciato l’impianto di ritrattamento alle 3,30 per raggiungere Cherburg alle 5,15. Greenpeace aveva disposto lungo il percorso di 20 chilometri numerosi attivisti per testimoniare la presenza di un convoglio sul quale le autorità francesi hanno cercato di mantenere il segreto. Un secondo trasporto dello stesso genere avrà luogo stanotte.

Giovedì arriverà a Cherburg una nave del Pacific Nuclear Transport Limited (Pntl) per scaricare i camion francesi e imbarcare i 1.800 chilogrammi di plutonio contenuti nei 65 contenitori MOX (Mixed oxide fuel), una miscela di uranio naturale e plutonio, e portarli in Giappone. Yannick Rousselet, responsabile della campagna nucleare per Greenpeace France, spiega che «Areva nega il fatto che il plutonio prodotto da reattori chiamati «civili » possa essere utilizzato a fini militari. L’impressionante dispositivo poliziesco dispiegato per questo primo convoglio ne è una smentita evidente! Il Mox è un materiale estremamente pericoloso e proliferante! Pretendere, come fa areva, che il Mox non sia pericoloso perché ha un utilizzo civile vale a dire che la dinamite non pone dei problemi perché può servire a creare dei tunnel!.

Con questa azione di protesta, Greenpeace vuole mostrare il lato oscuro dell’energia nucleare. Numerosi cittadini in tutti i Paesi devono sapere subito che questo carico pericoloso attraverserà il pianeta durante i prossimi due mesi! Noi continueremo a far luce sul proseguimento di questo trasporto ed a dimostrare quel che Areva e lo Stato francese vogliono nascondere alle popolazioni. Per due mesi una quantità di materiale fissile che permette di fabbricare 225 bombe atomiche traverserà la metà del pianeta, passando nelle acque territoriali di Stati che non sono nemmeno stati informati del loro passaggio». Un viaggio di 20 mila chilometri per trasportare il Mox, un combustibile alternativo per le centrali nucleari. L’Agenzia internazionale dell’energia atomica (Iaea) ha classificato il Mox come materiale «direttamente utilizzabile» per realizzare armi nucleari.

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