[15/05/2006] Aria

Emissioni Co2: le quote che favoriscono i furbi

ROMA – La commissione Ue ha presentato il rapporto sulle quote di emissioni climalteranti.
Critica Legambiente sullo schema di scambio di emissioni (Ets) per il 2005, che evidenzia una differenza sostanziale tra le quote di Co2 assegnate e le emissioni reali comunicate.
Per Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente, il sistema non funziona: «Troppi furbi e a pagare sarà Pantalone. La questione è semplice e Legambiente lo denuncia da tempo: se gli impianti dichiarano emissioni più basse di quelle assegnate, acquisteranno meno titoli. E il conto che non verrà pagato dalle aziende, perché in regola sulla carta, sarà pagato da tutti noi perché rei di non aver rispettato gli obiettivi di Kyoto».

Un meccanismo che per l’associazione ambientalista ha causato il crollo del
prezzo: una tonnellata di emissioni di anidride carbonica, che nel 2005 arrivava a 20 euro, oggi si paga circa 5 euro e quindi I governi europei permettono alle loro imprese del continente di produrre quanta CO2 vogliono. Cifre che vanificano lo scopo dell’emission trading e finiscono per dare una mano alle industrie inquinanti.

«Il mercato delle emissioni può funzionare veramente e creare incentivi per industrie più pulite – dice Della Seta - solo se il totale delle quote assegnate viene stabilito con criteri di verità e rispettando gli obiettivi di Kyoto. Altrimenti diventa un alibi per futuri fallimenti: tanto più nel caso dell´Italia, ´maglia nera´ in questo campo, che ad oggi supera del 18% i livelli di emissione del 1990 e in base a Kyoto dovrebbe ridurli del 6,5% entro il 2012. Entro il 30 giugno tutti i paesi devono presentare i nuovi piani di allocazione delle emissioni, per il periodo 2008-2012. È indispensabile che la Commissione Europea respinga i Pna che non presenteranno tetti di emissione ambiziosi».

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