[05/03/2009] Comunicati

Cambiamenti climatici in Europa, per catturare la CO2 essenziali suoli e torbiere

BRUXELLES. La Commissione europea sottolinea in un nuovo rapporto (Rewiew of existing information on the interrelation between soil and climate change) l´importanza fondamentale del suolo nel mitigare i cambiamenti climatici: «Il suolo contiene circa il doppio del carbonio presente in atmosfera e tre volte quello trattenuto dalla vegetazione. I suoli europei sono un´enorme riserva di carbonio visto che ne contengono circa 75 miliardi di tonnellate che, se gestiti male, possono avere gravi conseguenze. Se ad esempio non si proteggono le torbiere ancora presenti in Europa, verrebbe emesso lo stesso quantitativo di carbonio prodotto da 40 milioni di automobili in più».

Il rapporto è una sintesi dei migliori dati disponibili sulle connessioni tra suolo e cambiamenti climatici e sottolinea la necessità di sequestrare il carbonio nei suoli. Non si tratta di a controversa tecnica della Carbon capture and storage (Ccs), contestata da molti ambientalisti e scienziati ma di una migliore gestione dei suoli che secondo la Commissione Ue «è competitiva in termini di costi ed è già disponibile, non richiede tecnologie nuove o sperimentali e presenta un potenziale di mitigazione comparabile a quello di qualsiasi altro settore economico. In linea con la strategia tematica per la protezione del suolo e per ottenere un maggior sequestro di carbonio nel suolo occorre invertire l´attuale andamento di degrado del suolo e migliorare le pratiche di gestione».

I suoli europei dovrebbero contenere tra i 73 e i 79 miliardi di tonnellate di carbonio; il 50% delle quali è racchiusa nelle torbiere di Svezia, Finlandia, Gran Bretagna e Irlanda. Basterebbe che i soli europei perdessero solo lo 0,1% della CO2 emessa in atmosfera per ottenere le stesse emissioni prodotte da 100 milioni di auto, come se di botto il parco auto europeo aumentasse della metà, lo stoccaggio della stessa percentuale di CO2 nei suoli europei equivale, agli attuali prezzi delle quote di CO2, a 200 milioni di euro.

E’ chiaro che la capacità di stoccaggio della CO2 nei suoli dipende dal loro utilizzo e gestione. «La maggior parte dei suoli in Europa accumula carbonio – spiega una nota della Commissione Ue - i suoli delle aree adibite a pascoli e foreste rappresentano dei pozzi di assorbimento perché sequestrano fino a 100 milioni di tonnellate di carbonio l´anno, mentre i suoli dei terreni seminativi sono degli emettitori netti, nel senso che rilasciano in atmosfera tra 10 e 40 milioni di tonnellate di carbonio l´anno. Ciò avviene quando i pascoli, i terreni destinati a foreste gestite o gli ecosistemi originari sono convertiti in seminativi; il processo di rilascio si inverte lentamente quando i seminativi vengono nuovamente riconvertiti e tornano alla situazione di partenza».

Per commissario all´ambiente, Stavros Dimas, «Con un´adeguata gestione, i suoli possono assorbire enormi quantitativi di carbonio dall´atmosfera, facendoci guadagnare tempo prezioso per ridurre le emissioni e avviarci verso la sostenibilità. Ma i suoli europei devono essere protetti meglio e subito e per questo ci vuole una soluzione coordinata. Questo rapporto è importante perché rafforza il messaggio trasmesso dalla Conferenza su suolo e cambiamenti climatici che la Commissione ha organizzato nel giugno del 2008 e fornisce indicazioni chiare sulla strada che dobbiamo seguire».

Nel 2006 la Commissione ha presentato una proposta legislativa a difesa dei suoli europei che ha ottenuto il sostegno del Parlamento europeo, ma attualmente è bloccata in Consiglio per l´opposizione di cinque Stati membri. Diverse delle conclusioni contenute nel rapporto non sono improntate all’ottimismo: l´aumento della popolazione mondiale richiederà altre aree a pascolo, le foreste diventeranno campi coltivati a cereali, trasformando i soli che oggi assorbono carbonio in emettitori netti. «Per impedire efficacemente le perdite di carbonio del suolo a livello mondiale – dice il rapporto - sarebbe necessario arrestare queste conversioni dei terreni, ma una strategia di questo tipo rischia di essere in conflitto con il crescente fabbisogno di cibo del pianeta.

Allora diventa essenziale gestire bene e salvaguardare i “pozzi” di carbonio più efficienti, che sono anche quelli più a rischio. Le torbiere europee si estendevano su una superficie di almeno 310 000 km2, quanto metà della Francia, ora sono diventate in gran parte terreni agricoli o per la silvicoltura, o addirittura aree urbane, comunque sono state erose, frantumate, distrutte. Più della metà di quelle che rimangono è in via di prosciugamento, un abbandono ed un’ignoranza degli effetti che, calcolando solo le attività agricole, potrebbe costarci l’emissione di oltre 30 milioni di tonnellate di CO2 all´anno, quanto gli scarichi di 40 milioni di automobili: «La soluzione più realistica per mantenere e migliorare le riserve di carbonio dei suoli, per lo più concentrate nell´Europa settentrionale, è proteggerli».

Ma anche la qualità dell’intervento dell’uomo è importante. Il rapporto evidenzia che è possibile migliorarle le pratiche agricole, sia a livello di colture che di residui di colture agricole, riducendo al minimo le perdite di carbonio, e mostra come si può garantire la protezione dei suoli contro l´acqua e le precipitazioni grazie ad una copertura vegetativa permanente, a tecniche di aratura meno invasive e ad un minor impiego di macchine. «Tutte queste pratiche potrebbero aiutare a sequestrare tra 50 e 100 milioni di tonnellate di carbonio l´anno nei suoli europei».

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