[05/05/2009] Energia

Il Ddl energia nucleare arriva in Senato...

LIVORNO. Nonostante difficoltà sempre più evidenti per il nucleare europeo e un accordo franco-italiano che si è rivelato poco più di una dichiarazioni d’intenti, il governo continua in Senato la sua marcia verso il problematico “rinascimento” del nucleare italiano. Il dibattito in Senato sul Ddl energia collegato alla Finanziaria dovrebbe proseguire per tre settimane ed avrà al centro soprattutto il nucleare e la delega al governo il ritorno all’energia atomica che è stata prolungata di 6 mesi. Lo stesso vale anche per l’individuazione dei siti delle nuove centrali nucleari italiane e per i decreti legge di riordino dell’intera materia del nucleare che era stato cancellato dal referendum Novità si annunciano anche per la Sogin, che si occupa dello smantellamento e della gestione delle scorie nucleari delle centrali e per la quale il testi o in discussione in Senato prevede un ridimensionamento e la decadenza automatica del suo Cda con l’entrata in vigore della legge, anche se le modifiche introdotte dal governo spostano la decadenza alla nomina di un commissario scelto dall’esecutivo.

Per Francesco Ferrante, dell’ esecutivo nazionale degli Ecologisti Democratici «Il Disegno di legge energia collegato alla Finanziaria, su cui inizia oggi l’esame al Senato, contiene anche le norme che secondo la maggioranza ed il governo dovrebbero rilanciare il nucleare in questo paese: si tratta di provvedimenti vaghi ed illiberali che centralizzano ogni decisione sull’esecutivo nazionale. Il pacchetto sul nucleare obbedisce più alla smania ideologica del governo di agitare una bandiera, che non a qualsiasi ipotesi concreta di rilancio della ricerca e del fabbisogno energetico. Tra le norme più criticabili evidenziamo l’ipotesi di militarizzare le aree in cui dovranno sorgere le centrali, una pericolosa delega in bianco al governo per stabilire i criteri di scelta dei siti, l’assurdo affidamento ad una delibera Cipe per la scelta del tipo di impianto, il commissariamento della Sogin e lo stravolgimento delle competenze dell’Enea. Il Governo Berlusconi –sta facendo perdere tempo al Paese ed al Parlamento in una discussione antica che, come dimostrano le dichiarazione dello stesso premier durante la campagna elettorale in Sardegna, “si bloccheranno al momento della prova del consenso sul territorio”. Sarebbe stato più utile utilizzare questo provvedimento per mettere in campo progetti concreti per promuovere le rinnovabili, il risparmio energetico ed avvicinare quindi l’Italia agli indirizzi europei».

Il Ddl energia contiene anche altre novità: l’Autorità per l’energia elettrica vigilerà sul divieto di traslazione della “Robin Tax” tremontiana che avrebbe dovuto tutelare le fasce deboli togliendo qualche spicciolo ai banchieri ed imprese energetiche più ricchi. Il Senato discuterà anche dell’emendamento Bubbico (Pd) che proroga i tetti antitrust per l’Eni fino a tutto il 2015 e fissa un massimo del 61% del gas importabile da una società nel nostro Paese. La maggioranza di centrodestra dice che boccerà l’emendamento in aula. Con l’approvazione del Ddl tutte controversie amministrative riguardanti l’energia dovranno essere sottoposte al Tar del Lazio, mentre a quello della Lombardia andranno sottoposti i soli ricorsi contro le delibere dell’Autorità per l’energia elettrica. È previsto anche un fondo per ridurre alla pompa i prezzi del carburante per chi abita che nelle regioni dove si estraggono idrocarburi, una specie di compensazione per il rischio ambientale e per cercare di invogliare a non protestare che verrà finanziato con l’aumento dell’aliquota per le imprese estrattive che passa dal 7 al 10%.

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