[12/05/2009] Aria

E se fossero i contadini dei Paesi poveri la soluzione per lo stoccaggio di CO2 ?

LIVORNO. Le comunità rurali kenyane che vivono nei dintorni del lago Vittoria sono state scelte per un progetto del Programma Onu per l’ambiente (Unep) che vuole calcolare la quantità di CO2 che può essere assorbita e stoccata negli alberi e nel suolo se la terra viene gestita in maniera sostenibile e rispettosa del clima. Il Carbon Benefits Project, è finanziato dal Global Environment Facility (Gef ) ed è stato avviato l’11 maggio in queste comunità del Kenya occidentale dall’Unep, dal World Agroforestry Centre e da altri partner. Si tratta di un’iniziativa già in corso in alcune comunità di piccoli agricoltori del Niger, della Nigéria e della Cina e che dovrebbero permettere agli scienziati di sviluppare un sistema in grado di misurare, controllare e gestire il carbonio in diversi habitat e ambiti rurali.

«In attuazione della Convenzione sul clima dell’Onu e del Protocollo di Kyoto – spiega l’Unep - i Paesi sviluppati possono compensare una parte delle loro emissioni di gas serra pagando i Paesi in via di sviluppo per mettere in opera progetti di energia pulita e rinnovabile quali l’energia eolica, l’energia solare e la geotermia. Nel dicembre 2009, durante il summit di Copenhagen sul cambiamento climatico, i Paesi potrebbero anche decidere di pagare i Paesi delle zone tropicali per il mantenimento delle loro foreste, visto che il 20% delle emissioni di gas serra legate al cambiamento climatico viene dalla deforestazione».

Anche per la Fao attraverso il sequestro di carbonio nei suoli gli agricoltori possono aiutare a ridurre i livelli di CO2 in atmosfera, rafforzare i suoli e migliorarne la qualità ed aumentare il rendimento dei raccolti. Per le comunità rurali e forestali, il progetto potrebbe rivelarsi una fonte di reddito per miliardi di dollari provenienti dal Carbon Market planetario e dal meccanismo Reduced Emissions from Deforestation and forest Degradation (Redd).

Unep e Fao, in preparazione per l´inserimento del Redd in un futuro accordo mondiale sul clima a Copenaghen, stanno lavorando insieme per estendere il Carbon Benefits Project anche ad altri 9 Paesi in via di sviluppo, tra i quali Repubblica democratica del Congo, Tanzania, Papua Nuova Guinea e Panama. «Per esempio – sottolinea l’Unep - secondo alcune stime un Paese come l´Indonesia, potrebbe guadagnare 1 miliardo di dollari all´anno se riuscisse a ridurre il tasso di deforestazione di un milione di ettari all´anno, con ricavi calcolati sulla base odierna del prezzo per tonnellata di carbonio sul mercato».

Se il Reed venisse davvero incluso nell’accordo sul post-Kyoto 2012, questo potrebbe aprire la porta alla compensazione e monetizzazione dello stoccaggio di carbonio attraverso la gestione di altri ecosistemi come prati, pascoli, torbiere e mangrovie. Si potrebbe così dare il giusto valore a metodi di agricoltura ed agroforestali più rispettosi e che puntano alla salvaguardia delle risorse ambientali, in grado di assorbire grandi quantità di CO2 nel cuore verde del mondo.

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