[24/05/2006] Parchi

Le cose da fare dopo il convegno sull’Arcipelago toscano

PORTOFERRAIO (Livorno). La conferenza "il nostro paesaggio: spazio per la natura, opportunità per l’uomo", tenutasi a Portoferraio venerdì scorso, ha suscitato molto interesse per la qualità di quanto presentato a livello cartografico e di conoscenza del territorio. Chiediamo a Paolo Gasparri, organizzatore dell’iniziativa per Apat e comunità montana dell’Arcipelago toscano, di trarre le prime conclusioni.

«La conferenza ha dimostrato il funzionamento del principio di sussidiarietà verticale stabilito dal titolo quinto della parte seconda della nostra Costituzione – sottolinea il dirigente del servizio parchi e risorse naturali dell’Apat - Organi istituzionali dello stato e della regione hanno dimostrato che è possibile collaborare direttamente con gli enti locali, comunità montana e provincia, per affrontare concretamente i temi della conferenza. Apat, Icram, parco nazionale dell’Arcipelago toscano, università, comitato Ecoaudit-Ecolabel, soprintendenza dei beni e delle attività culturali, Arpat della Toscana hanno portato i loro contributo di conoscenza ai temi della natura, del paesaggio e dell’ambiente dell’Arcipelago toscano».

Molto dettagliati i lavori presentati, ma il rischio non è, come accaduto all’Elba in occasioni precedenti, che tutto rimanga nel cassetto?
«Bisogna conoscere per gestire. Dalla conferenza sono uscite alcune proposte concrete: la creazione di circuiti escursionistici, pedonali e ciclabili, per visitare i geositi individuati nell’Arcipelago; il recepimento della carta della natura e della carta geomorfologia dell’Arcipelago toscano nei piani territoriali di coordinamento provinciali e nei piani strutturali dei comuni; l’istituzione dell’area marina protetta; la necessità di creare un osservatorio permanente sullo stato dell’ambiente dell’Arcipelago toscano, per rispondere agli obblighi degli enti locali in materia di informativa ambientale derivanti dal recepimento della convenzione di Aarhus, realizzabile tramite una funzione associata tra i comuni dell’Arcipelago con la comunità montana e con la partecipazione dell’Arpat; la relazione tra natura e ambiente e la tutela della salute in aree geominerarie; la possibilità di avviare il percorso di certificazione ambientale; il lancio di una iniziativa con cadenza annuale per illustrare gli studi effettuati in materia di biodiversità e geodiversità dell’Arcipelago Toscano».

Si, una mole enorme di informazioni e dati, ma come pensate di realizzare tutte queste iniziative? Con quali forze e risorse?
«Bisogna gestire tutto con la partecipazione degli interessati secondo i principi dell’Agenda 21 locale: per questo hanno partecipato alla conferenza le organizzazioni Federparchi e Legambiente, la s.p.a del parco minerario.
Imprenditori e cittadini hanno dimostrato, a margine della conferenza, un interesse diretto agli argomenti trattati. Peccato solo – conclude Paolo Gasparri - che la partecipazione degli amministratori comunali sia stata molto limitata».

(nella foto un suggestivo scorcio del monte Capanne)

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