[25/05/2006] Rifiuti

Revisione del Testo Unico: presto e bene devono stare insieme

LIVORNO. «Nel preconsiglio abbiamo annunciato la nostra disponibilità a presentare un provvedimento urgente in Consiglio dei ministri per sospendere l´efficacia della delega ambientale», ha annunciato ieri il nuovo ministro dell’ambiente aggiungendo: «siamo pronti anche a un decreto legge per evitare le conseguenze dannose del Ddl ambiente».

E fin qui tutto ok. Siamo all’applicazione coerente del programma dell’Unione nonostante gli strilli del centrodestra che, dopo aver evidenziato la propria alternatività al nuovo governo, pretenderebbe che questo registrasse sic et sempliciter le leggi-mostro che ha varato.

Ma, come greenreport ha già evidenziato e come si evince anche dall’annuncio del neoministro della «creazione di un gruppo di studio» per verificare gli strumenti più appropriati, il nocciolo della questione sta tutto nel rapporto che si riuscirà a stabilire fra tempi e modi di intervento. Sospendere, abrogare, modificare, anche radicalmente, possono essere sinonimi politicamente ma non lo sono dal punto di vista giuridico e perciò pratico-operativo.

Ricordiamo che il testo unico è in vigore, che sono stati già emanati 13 decreti applicativi, che per le altre parti del testo unico necessitanti altri decreti applicativi rimane in vigore il vecchio decreto Ronchi, che esiste un annunciato ricorso da parte delle regioni, che comunque ciò che è in vigore modifica la distribuzione dei poteri fra regioni e province e, infine, che questa situazione ha già interrotto la continuità amministrativa tanto da inceppare i naturali percorsi autorizzatori con considerevole turbativa alla normale attività delle imprese. Se volessimo aggiungere una quisquilia si potrebbe fare anche un cenno allo stato confusionale in cui, a seguito di questo corto circuito, versano tanto gli organi di controllo quanto i soggetti controllati.

Insomma, a questo punto, esiste un piano di discussione che è politico-programmatico e che evolve secondo le aspettative derivate dalle dichiarazioni programmatiche elettorali, ma c’è un altro piano che è quello giuridico-normativo, che ha una sua cogenza, e che agisce in presa diretta sulla indispensabile garanzia della continuità amministrativa. La variabile tempo diventa cruciale se si vuole evitare di aggiungere agli sconquassi del testo Unico anche quelli della sua revisione. Drastica o meno che sia.

Torna all'archivio