[25/05/2006] Parchi

Pecoraro Scanio si impegna per rilanciare i parchi

ROMA. Il ministro dell´ambiente Pecoraro Scanio (nella foto) nella conferenza stampa tenuta in occasione della Giornata Europea dei Parchi ha preso precisi impegni sul futuro delle aree protette. Pecoraro Scanio si è impegnato a restituire immediatamente la funzionalità ai parchi nazionali con la nomina dei presidenti al posto dei commissari; ad individuare linee prioritarie di lavoro nelle quali sostenere l´attività degli enti parco; ad incrementare sostanziosamente le risorse economiche, drasticamente diminuite dal governo Berlusconi.

Il ministro ha anche annunciato che entro giugno 2007 sarà convocata la terza conferenza nazionale delle aree protette. Federparchi, per bocca del suo presidente Matteo Fusilli non nasconde la soddisfazione: «Un gran buon inizio. Ho espresso tutta la nostra soddisfazione per la chiarezza delle cose dette dal ministro, per l´idea di un forte rilancio della politica delle aree protette e per le risposte, tutte favorevoli, all´appello che gli avevamo rivolto ieri sui temi più urgenti».

Secondo Fusilli sono «aspetti essenziali di una azione che condividiamo e che sosterremo con forza». Anche Legambiente commenta positivamente: «Serve una svolta radicale nelle politiche per le aree naturali protette, un ritorno alla serenità dei rapporti e del confronto con le Regioni per le nomine dei presidenti e dei consigli direttivi degli Enti parco. Serve una inversione di rotta, sia per i parchi marini che per quelli terrestri, per porre fine immediatamente ai commissariamenti, alla pratica lottizzatoria e allo scontro istituzionale che ha contraddistinto il recente passato».

«Il nostro sistema di parchi e riserve – ha sottolineato Antonio Nicoletti, responsabile aree protette e territorio di Legambiente - custodisce la gran parte della biodiversità presente nel nostro Paese e necessita di risorse finanziarie adeguate per il servizio universale che queste assolvono e che dovranno continuare a svolgere meglio. Perciò è necessario incrementare i contributi ordinari per i Parchi nazionali, considerando l’attuale stanziamento di 40 milioni di Euro una cifra insufficiente per mantenere un adeguato livello di funzionamento, e riportare le risorse almeno a livelli del precedente governo del centrosinistra che nel 2000 stanziò 63 milioni di euro».

Per gli ambientalisti bisogna ripartire dalle politiche di sistema, garantire una migliore governance delle politiche territoriali e ambientali, rilanciare la rete ecologica nazionale, «promuovendo al contempo un nuovo ruolo del ministero in chiave europea ed internazionale. Progetti come Ape - Appennino Parco d’Europa o Itaca per la rete delle isole minori devono essere rilanciati per un nuovo protagonismo delle aree protette».

Per Nicoletti «un buon inizio necessita però di atti concreti perciò chiediamo che si concluda l’iter istitutivo del Parco nazionale della Val d’Agri e del Lagonegrese, si sciolgano i nodi attorno al Gennargentu, alle aree marine protette del Cilento e Ustica».

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