[26/05/2006] Comunicati

Wwf e Legambiente: «Il testo unico ci allontana dell´Europa»

ROMA. Legambiente e Wwf non fanno attendere le loro reazioni alle parole del presidente di Confindustria Luca di Montezemolo, che aveva parlato della legge delega ambientale come uno dei «frutti virtuosi del governo Berlusconi». «La delega ambientale non favorisce la modernizzazione dell’economia italiana, anzi ci allontana dall’Europa – dice il presidente di Legambiente Roberto Della Seta – e per questo va radicalmente rivista. Gli strumenti per modificarla devono sceglierli il governo e il parlamento, ma cambiarla in profondità è un obiettivo irrinunciabile. Lo stravolgimento della legislazione ambientale operato con la legge delega non ha nulla a che fare con le giuste esigenze di semplificazione e sistemazione normativa: è un colpo di spugna su leggi recenti e utilissime, come il decreto Ronchi sui rifiuti, e su norme poco applicate ma altrettanto necessarie, come la legge sulla difesa del suolo». «Se il nuovo codice restasse in vigore, l’Italia farebbe molti passi indietro in diversi campi nei quali la presenza di regole e garanzie ambientali è anche la condizione per rendere le nostre imprese più europee e dunque più competitive, dai rifiuti alla valutazione di impatto ambientale alle acque. Confindustria ha sbagliato in passato ad appiattirsi sulle scelte del governo Berlusconi e sbaglia oggi se pensa di cavalcare una battaglia di retroguardia che forse soddisfa le preoccupazioni della parte meno innovativa della nostra industria, ma non serve al futuro dell’Italia».

Sulla stessa linea il Wwf: «In questi mesi è emerso in maniera lampante come questo “mostro giuridico” vada ad alimentare il caos normativo già esistente rispetto ai temi ambientali. Ed il caos non andrà solo a rendere ancora più difficile la vita degli operatori ma aggraverà anche il contenzioso tra Stato e Regioni, che già ricorrono innanzi la Corte costituzionale per riappropriarsi delle proprie competenze in materia ambientale». «Il Presidente di Confindustria – dice il Wwf – sembra poi ignorare la situazione di evidente contrasto con la normativa comunitaria se ritiene che il decreto legislativo 152/06 sia “un buon lavoro che ci avvicina all’Europa”, poiché vogliamo ricordarlo a lui e a chi avesse ancora dubbi sulla reale gravità di quanto contenuto nel testo, siamo in procedura di infrazione su questioni che il testo ripropone identiche, se non peggiori, di quelle censurate dalla Commissione Europea».

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